Ieri mattina 10 gennaio il comitato “Mamme No Pfas” del Veneto ha incontrato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Presenti all'incontro anche i deputati veronesi Diego Zardini e Alessia Rotta e il senatore Vincenzo D’Arienzo.

Porre sotto sequestro la Miteni e avviare una bonifica approfondita del sito produttivo. L'hanno richiesto i rappresentanti veneti del Movimento 5 Stelle lo scorso 7 maggio al Procuratore capo della Procura della Repubblica di Vicenza, Antonino Cappelleri, sulla base dei nuovi elementi che sono emersi sulla vicenda del Pfas negli ultimi mesi. 

Proprio nella Giornata mondiale dell'Acqua (22 marzo) il Consiglio dei Ministri ha decretato lo stato di emergenza per le zone colpite dal grave problema dell'inquinamento da PFAS, con la nomina di un Commissario che ora si occuperà di gestire la situazione.

"L’acqua del Veneto non ce la beviamo" titola la pagina web della campagna lanciata dell'organizzazione ambientalista per denunciare la contaminazione da PFAS delle acque che giungono ogni giorno, direttamente o indirettamente, nelle case di ben 350.000 abitanti, determinando una vera emergenza sanitaria.

Un flash mob per protestare, seppur in forma carnevalesca, nei confronti delle massime autorità regionali sia politiche che sanitarie, circa il grottesco caso di inquinamento da PFAS. Si è tenuto sabato mattina a Cologna Veneta con attivisti di Legambiente Veneto e del Coordinamento acque libere da Pfas.

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