Notti da lupi in Lessinia, rapporto finale di Legambiente

By Novembre 16, 2015 1744 No comment
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Dall'estate 2014 ad oggi, Legambiente ripercorre le vicende legate alle predazioni dei lupi in Lessinia, le proteste degli allevatori e l'iniziativa per ricomporre la frattura che si era creata, denominata "Notti da Lupi", con decine di volontari coinvolti per presidiare di notte le malghe.

L'estate del 2014 era trascorsa fra predazioni del lupo, notizie allarmate sui giornali, grida degli allevatori, e presunti intellettuali che affermavano "La Lessinia non è territorio per lupi". Il culmine lo si ha il 20 settembre 2014, quando in un convegno del WWF si sfiora la rissa tra relatori e allevatori: si constata la frattura, maturata già dagli anni precedenti, fra la gestione del progetto e i rappresentanti degli interessi locali in gioco (allevatori, amministrazioni comunali e cacciatori).


Legambiente Verona punta alla ricomposizione di questa frattura, senza tacere - ci tiene a sottolineare - "le inadempienze e le scelte sbagliate della Regione Veneto": nell'aprile 2015 viene creata una piattaforma comune, con l'Associazione Tutela della Lessinia, che rappresenta gli allevatori, e con il Comprensorio Alpino di Caccia.


A metà maggio 2015, con la mediazione del Direttore del Parco delle Alpi Marittime (ente capofila del progetto) si arriva agli incontri con la funzionaria dell'Ufficio Caccia, responsabile della conduzione del progetto Wolfalps in Veneto. Dopo la grande disponibilità del primo incontro, al secondo la funzionaria si trincera dietro artifici burocratici per dire di no ad un cambiamento sul punto riguardante i sistemi di prevenzione. I colloqui si interrompono a giugno, senza alcun progresso.


Legambiente Verona sceglie allora di mettere in campo "Notti da Lupo", con la presenza notturna nelle malghe grazie ad un "arruolamento" di volontari che permettano lo svolgimento di tale opera di dissuasione.


Saranno 57 i volontari effettivi, su 73 inizialmente iscritti, che dal 7 luglio 2015 effettueranno almeno una nottata di ronda. Le strategie vengono cambiate nel corso dell'estate, cercando di tener dietro le mosse del branco, che nel frattempo continua a predare. Inizialmente vengono presidiate alcune malghe senza spostarsi durante la notte, dopo una settimana si constata che così facendo si esclude dalla presenza molti altri pascoli.


Si decide quindi di effettuare itinerari fra varie malghe, raggiungendole in auto e girando poi a piedi all'interno di esse. Questa scelta viene mantenuta fino ad agosto. A settembre la ripresa del lavoro e degli studi limita il numero degli aderenti e, d'intesa con gli agenti forestali e il guardia-parco, si concorda di effettuare giri più veloci e frequenti in un tragitto est-ovest e viceversa lungo la Translessinia. Trascorre così settembre e ottobre, fino al 15 di ottobre quando il bestiame in alpeggio torna nella sua totalità alle stalle.


RISULTATI. Il numero complessivo degli animali predati nella Lessinia veronese durante le Notti di Legambiente è di 31, sul totale di 40 nel periodo da gennaio al 15 ottobre 2015. Di queste, 15 sono state preda dei lupi nell'area presidiata da Legambiente.


A tutt'oggi resta quindi intatto il problema dei sistemi di prevenzione delle predazioni, che è in Lessinia la priorità.


Dopo 4 anni che il lupo si è insediato in Lessinia, non ci si è mossi da due posizioni che si stanno rivelando ambedue sterili: una può riassumersi in "lasciamo fare alla natura". L'altra è quella delle roboanti dichiarazioni tipo "via i lupi dalla Lessinia" o "la Lessinia non è territorio da lupi": posizioni che rivelano la miopia di chi pensa che scacciati (o peggio uccisi) questi lupi, ci si sia liberati per sempre da tutti i lupi.


Le due strade così "estremiste" evitano di discutere la gestione del problema: la prima ignora il rapporto lupo-umani e genera quell'ostilità al lupo che degenera in uccisioni con metodi diversi. La seconda, pur partendo da premesse opposte, ottiene gli stessi risultati.


In alternativa a queste due facce della stessa impotenza c'è solo la via della gestione del problema.


Per questo Legambiente sta ribadendo in tutte le sedi i seguenti obiettivi immediati: un tavolo di confronto fra l'ente gestore del progetto e i portatori di interesse locali, tavolo richiesto in primavera 2015 da allevatori, cacciatori e Legambiente. Oltre a ciò, uno staff che studi l'applicazione dei metodi di prevenzione dalle predazioni, costituito da un faunista di fiducia degli allevatori, dal guardiaparco, da un agente del Corpo Forestale e da un rappresentante degli allevatori.

 

In allegato il rapporto completo di Legambiente Verona sulla campagna "Notti da lupi"

 

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Ultima modifica il Lunedì, 16 Novembre 2015 19:08

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