Pescantina, in tanti in marcia contro la discarica

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Centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione di oggi per le vie del paese valpolicellese per dire l'ennesimo no alla riapertura della discarica di Ca' Filissine: un sito sotto sequestro da nove anni per la cui bonifica non si trova una soluzione. L'amministrazione e i cittadini del Comune di Pescantina sono lasciati soli a risolvere questa delicata questione.

Una manifestazione molto partecipata, con tante famiglie e bambini, che segue la raccolta firme, giunta quasi a quota 4000, promossa dal Movimento Ambiente e Vita e dal Comitato No Discarica, e l'incontro del 6 novembre scorso in cui, con medici ed esperti, si sono evidenziati i rischi per la salute cui incorre chi vive vicino ad una discarica.

 

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"Sono passati vent'anni da quando abbiamo iniziato a lottare contro questo sito, allora ero un ragazzo ma nulla è cambiato", ha ricordato con rammarico l'attuale presidente del Movimento A&V Emanuele Boscaini che ha ripercorso la storia della discarica.

Aperta ufficialmente nel 1987 per regolarizzare una situazione di conferimento libero e incontrollato (erano anni in cui ancora non esisteva una vera regolamentazione per la gestione rifiuti), risale già al 1996 la prima opposizione contro l'ampliamento del sito, che sorgeva su un terreno argilloso poco adatto allo scopo. Solo dieci anni dopo la scoperta dell'inquinamento della falda acquifera e la posta sotto sequesto del sito, fermo da allora.

Per bonificare la discarica servono milioni di euro: sia l'attuale che la precedente amministrazione hanno prospettato come unica soluzione la riapertura al conferimento rifiuti per quasi trent'anni, per ottenere da questa attività i fondi necessari. Una soluzione inaccettabile per i manifestanti, che hanno dichiarato: "Se il sindaco non ha il coraggio di difendere la salute dei suoi cittadini e opporsi a questa soluzione scellerata che privilegia gli interessi dei soliti farebbe meglio a dimettersi".

 

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Tra i partecipanti anche la deputata del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo, che ha fatto notare come "la Daneco (la ditta che ha gestito la discarica fino al 2006, tra l'altro implicata in vicende giudiziarie per questione analoghe) è responsabile della mala gestione del sito e deve resituire i soldi che si è intascata anzitempo, così da permettere la bonifica".

 

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La manifestazione si è conclusa con la consegna delle firme raccolte ad alcuni rappresentanti del consiglio comunale: la richiesta al sindaco di Pescantina Luigi Cadura è di ritirare il progetto di riapertura di Ca' Filissine (che è già in Commissione Via per la Valutazione d'impatto ambientale), ed anche indire un referendum per permettere alla cittadinanza di esprimere il proprio parere sulla questione.

 

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"Le decisioni che prendiamo oggi avranno conseguenze sul territorio di cui ci accorgeremo solo fra trent'anni - ha concluso Franco Benedetti del Movimento Ambiente e Vita - Preservare la bellezza è un nostro dovere: che futuro vogliamo offrire ai nostri figli?".

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Ultima modifica il Domenica, 15 Novembre 2015 12:58

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