Salute Verona chiede stop a inceneritore, alternativa esiste

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L'incenerimento è la peggiore delle soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti. Con questa motivazione, un folto gruppo di manifestanti ha partecipato, martedì 8 settembre in Piazza dei Signori, al presidio promosso dall'associazione Salute Verona davanti alla sede della Prefettura.

I manifestanti hanno voluto ribadire con forza la posizione contraria all'incenerimento dei rifiuti, in vista della possibile riattivazione dell'inceneritore Cà del Bue di Verona, prevista dalla bozza di decreto "Slocca Italia" il cui voto è previsto proprio oggi, 9 settembre.

 

(Nella riunione del 9 settembre, la Commissione ambiente-energia della Conferenza Stato-Regioni ha confermato che l'incenerimento dei rifiuti non è considerato prioritario, rimandando al 24 settembre la decisione definitiva. Come sottolinea ilo comitato Zero Waste Italy (vedi link), si ipotizza il rinvio al 2016 dell'effetivo Decreto, dopo le opportune valutazione delle Regioni sulla rispettive necessità impiantistiche).

 

Sono almeno tre motivi per dire no all'incenerimento:


• produce più rifiuti di quelli che tratta (infatti ne cambia solo lo stato trasformandoli in gas tossici, acqua inquinata e pericolose ceneri);
• è antieconomico;
• consuma materie prime preziose che spariscono per sempre e che inevitabilmente prima o poi si esauriranno.

 

L'alternativa esiste, ha ribadito l'associazione Salute Verona, ed è già utilizzata in Italia. Si tratta di puntare sulla riduzione dei rifiuti alla fonte (incentivazione di vuoto a rendere, prodotti sfusi e alla spina, ecc...), ma anche sulla raccolta differenziata dei rifiuti (con obiettivi credibili intorno al 70% ed eliminazione dei cassonetti stradali dell'indifferenziato).


Infine sarebbe importante investire sul trattamento meccanico biologico dei rifiuti, per il riutilizzo e riciclo delle materie prime-seconde.
Con il Decreto Legge 133/2014, meglio noto come "Sblocca Italia", il governo di Renzi è sul punto di dotare l'Italia di 12 nuovi inceneritori, per far fronte alla questione dello smaltimento dei rifiuti.


Uno dei dodici nuovi inceneritori dovrà sorgere in Veneto, perché, come recita il decreto, "gli elevati fabbisogni di incenerimento residuo e l'elevata produzione di rifiuti determinano l'esigenza di localizzare sul territorio regionale un impianto di incenerimento di 150 mila tonnellate/anno".
Quindi, secondo questo Decreto, l'inceneritore di Ca' del Bue sarebbe un impianto strategico per lo smaltimento dei rifiuti del Veneto e delle regioni limitrofe.


E, mentre il presidente di Salute Verona si trovava nelle stanze del Prefetto per consegnargli una lettera da portare alla conferenza Stato–Regioni che si sta svolgendo proprio oggi (mercoledì 9 settembre) a Roma, così che anche le istanze della cittadinanza contro Ca' del Bue abbiano una voce, alcuni dei manifestanti in piazza esprimevano il loro disappunto.

 

Uno degli esponenti dell'associazione Salute-Verona, Stefano, ha dichiarato: "Sono stati investiti troppi soldi in Ca' del Bue e da quasi 30 anni se ne parla. L'inceneritore all'inizio funzionava poco e male, poi è stato spento per oltre 20 anni, ora si vuole abbatterlo per farne uno simile a quello di Brescia, quando gli strumenti alternativi esistono e sono alla portata di tutti."

 

"Basti pensare - ha continuato un'altra partecipante - che Verona è un comune virtuoso per quanto riguarda la raccolta differenziata. Per l'inceneritore questo metodo è quanto di peggio possa esistere, perché non può bruciare materiale differenziato, necessitando di grandi quantità di rifiuti per entrare in funzione. Così si dovranno far conferire tonnellate di scarti da altre regioni. Ci troveremo camion interi di rifiuti provenienti da chissà dove, scaricati qui a Verona. Inoltre, una volta bruciati, i rifiuti diventano cenere, molto pericolosa, che deve essere interrata. Non interriamo rifiuti ma ne interriamo la cenere? Assurdo".

 

"Un suggerimento per coinvolgere nella campagna contro l'inceneritore di Cà del Bue il maggior numero di persone? Creare una petizione su change.org".

 

La manifestazione è terminata con la speranza che le voci contrarie possano essere prese in considerazione dai partecipanti della Conferenza indetta a Roma tra Stato e Regioni e si possa bloccare questo progetto inutile, costoso e dannoso per tutti. Intanto il lavoro informativo dell'associazione Salute-Verona continua.

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 10 Settembre 2015 14:03

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