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Consumo di suolo, dialogo associazioni ambientaliste-politica?

By Giugno 03, 2015 1336 No comment
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Salviamo il Paesaggio, Legambiente, WWF e VeronaPolis si sono unite lo scorso 26 maggio in Sala Lucchi a Verona per discutere del futuro che potrebbe attenderci alla luce dei piani regionali provinciali e dei PAT. Insieme alle quattro associazioni ambientaliste hanno partecipato al dibattito anche alcuni candidati alle elezioni regionali.

Daria Ferrari di Salviamo il Paesaggio ha introdotto il tema della serata: "Le previsioni dei piani regionali provinciali comunali sembrano prevedere un unico indistinto destino per il Veneto. Ovunque sono previste grandi opere, centri commerciali e nuove infrastrutture, spesso queste ultime disposte dalle decisioni dei singoli dirigenti e degli assessori. I piani - ha continuato l'ambientalista - nascono all'insaputa dei cittadini, che poi hanno difficoltà a far valere la loro opinione. È necessario pertanto che le associazioni comincino un percorso democratico, coinvolgendo gli abitanti".

 

È davvero utile – si è chiesta la Ferrari - uno sviluppo della cementificazione che inghiotte il nostro futuro, la natura, l'arte, il paesaggio, le nostre capacità scientifiche e tecnologiche? "Salvare il paesaggio significa recuperare il terreno, soprattutto se inutilizzato, – ha evidenziato riallacciandosi al titolo della serata - per creare qualcosa di veramente utile alla comunità, come zone verdi, aree ricreative, spazi pubblici di aggregazione."

 

Giorgio Massignan di VeronaPolis ha preso la parola sulle stesse tematiche: "Verona – ha spiegato – è una delle città italiane più importanti per presenze turistiche, uno dei patrimoni dell'umanità. Per gli amministratori, invece, questo sembrerebbe rappresentare un ostacolo alla libertà di pianificare. È interessante notare come, dal 2006 in poi, la pubblica amministrazione abbia delegato a degli operatori privati le scelte strategiche per la ristrutturazione del territorio. Ma l'unico obiettivo per le aziende private è quello di creare profitto e non invece condizioni che possano giovare alla società. Le regole urbanistiche, così facendo, rischiano di essere considerate solo un grosso ostacolo al guadagno. In questo momento di crisi - ha provocatoriamente chiesto alla platea Massignan - da dove vengono i capitali e soprattutto chi li investe in zona Zai?"

 

Una delle obiezioni con cui Massignan ha combattuto maggiormente è stata quella postagli a suo tempo degli speculatori, ovvero: senza edilizia l'economia crolla. Ebbene, ha replicato lo stesso Massignan, "questo non è affatto vero, infatti, dalle statistiche dal 1998 al 2003, a fronte di una crescita dell'attività edilizia del 18%, il Pil è diminuito del 7%".

 

I PAT continuano a preventivare un aumento della popolazione importante (ad esempio a Verona l'ultimo PAT è programmato tenendo conto di un aumento di 25.000 abitanti in 10 anni) anche se questo aumento pare molto distante dalla realtà.

 

"Verona è ormai quasi del tutto priva di spazi verdi – ha proseguito l'ex presidente di Italia Nostra Verona - nonostante ciò è stata programmata la costruzione di altri 15.000 appartamenti, collocati soprattutto nelle zone di Avesa, Quinzano, Parona, aree tra le più fragili del territorio veronese, con problemi di equilibrio idrogeologico".

 

Parlando di agricoltura, Massignan ha sottolineato che dal 2000 i terreni riservati alla produzione agricola sono scesi da 7 mila e 500 ettari a 6mila nel 2011. Con l'attuale pianificazione questa superficie è destinata a diminuire ulteriormente.

 

Massignan ha infine concluso il suo intervento proponendo alcune idee e spunti per migliorare il territorio della città di Verona:
1. prendere ad esempio la Germania dove per ogni metro cubo edificato dovrà esserne demolito uno;
2. contingentare i centri commerciali e controllare questo contingentamento;
3. annullare il progetto motocicli a Vigasio, e di Veneto City;
4. annullare la modifica dell'articolo di legge che prevede insediamenti di centri commerciali in area agricola;
5. stabilire delle regole chiare per l'urbanistica partecipata;
6. istituire il parco regionale del Monte Baldo (in progetto sin dagli anni '80), quello dell'Adige e delle colline moreniche;
7. creare una metro di superficie, sia per la mobilità urbana, che per collegare la parte est di Verona, la Valpolicella e la zona Baldo/Garda;
8. fare dello scalo merci la nostra piccola Central Park.

 

È poi intervenuto Averardo Amadio dell'associazione WWF, che ha ribadito la necessità di annullare il PAC per lasciare all'agricoltura i territori a sud di Verona. "Il cibo prodotto in Italia - ha puntualizzato Amadio - non è sufficiente per nutrire i cittadini che ci vivono. A Verona, il centro urbano si sta spopolando, in periferia non ci sono aree verdi, né parchi. È necessaria quindi un'area di ammortizzazione e transizione, che va implementata coinvolgendo i comuni vicini".

 

Un'idea suggerita da Amadio sono i cosiddetti "cùnei", corridoi verdi, progettati coinvolgendo naturalisti, ambientalisti, economisti, urbanisti. Inoltre, sarebbe importante proteggere i pochi grandi alberi e non abbatterli.

 

Ha quindi preso la parola Lorenzo Albi di Legambiente, che ha suggerito la riqualificazione urbana, recuperare cioè l'edilizia scadente, intervenendo sull'esistente. Almeno 6 milioni di edifici andrebbero demoliti, in quanto troppo energivori. In Austria e Danimarca sono stati proposti interventi energetici attraverso edifici che producono energia, e non solo la consumano. Per Albi è necessaria una presa di coscienza e un cambiamento culturale.

 

Si sono poi susseguiti diversi interventi dei candidati alla regionali, che hanno insistito nel dire che per la città di Verona è prioritario recuperare terreno. Sono intervenuti Paolo Ferrari (Sinistra Ecologia Libertà), Gianbattista Polo (Lista Moretti), Roberto Fasoli (Partito Democratico), Daniele Sartori (L'Altro Veneto Ora Possiamo) e Manuel Brusco (Movimento 5 Stelle).

 

In conclusione è stata lanciata una sfida è quella di trovarsi dopo le elezioni, riunire le organizzazioni agricole e ambientali e costruire un tavolo di discussione sui seguenti temi: mettere in sicurezza il territorio, recuperare e approvare la legge sulle cave e PRAC, progettare un trasporto regionale su rotaia, mettere mani sulla legge sul consumo di suolo e sul piano energetico, ripresa e approvazione con rigore della legge sul commercio e della legge sui parchi, infine stabilire un uso intelligente dei fondi europei, con attenzione particolare all'agricoltura.

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 03 Giugno 2015 20:26
Mariagrazia Semprebon

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