VeronaPolis, troppi centri commerciali a Verona Sud

By Maggio 20, 2015 1579 No comment
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Il presidente dimissionario dell'associazione Italia Nostra di Verona, Giorgio Massignan, ha costituito recentemente VeronaPolis, un gruppo di studio sulle questioni urbanistiche della nostra città. Un osservatorio che intende essere attento a quello che accade sul nostro territorio, in particolare a Verona Sud, dove si sta consumando "la più pesante speculazione edilizia che la nostra città ricordi".

"Verona Sud è stata l'area dove, nel lontano 1948, il Consorzio ZAI - creato da Comune, Provincia e Camera di Commercio - aveva previsto di dotare Verona di una zona per lo sviluppo industriale. L'intelligente pianificazione di quegli anni lontani portò poi il Consorzio a programmare il Quadrante Europa e, intorno agli anni '80, il Polo dell'Innovazione alla Marangona, con l'obiettivo di permettere all'economia della nostra città di raggiungere un alto livello qualitativo e occupazionale, rapportando il settore della ricerca scientifica con quello della produzione", spiega Giorgio Massignan in una lettera inviata ai media.

 

Ora, in quelle aree dove c'è in progetto di riqualificare i siti industriali dismessi con un grande insediamento commerciale, si sta realizzando – secondo Massignan - "la più pesante speculazione che la nostra città ricordi: circa 3 milioni di metri cubi di commerciale, terziario, alberghiero, ricettivo e direzionale, oltre a 1 milione di residenziale. E, alla Marangona, su un'area di circa 40mila metri quadri, anziché il Polo dell'Innovazione, pare che si aggiungano a quelli già previsti, altri 100mila metri quadri di spazi commerciali per accogliere l'Ikea".

 

"Non comprendo – spiega il responsabile di VeronaPolis, il cui obiettivo è anche collaborare con tutte le realtà che si occupano di ambiente, urbanistica, cultura e paesaggio a Verona e provincia - come si possa inserire, in un'area già congestionata di traffico e con un alto inquinamento atmosferico, un attrattore di traffico come uno store Ikea.

 

Secondo Massignan, c'è "una differenza sostanziale tra chi pianificava il territorio valutando il futuro economico e sociale di Verona e chi invece oggi raccoglie solo le proposte di grossi operatori privati e su queste basa la programmazione della città".

 

Oggi esistono "troppi centri commerciali – continua l'urbanista veronese - ingiustificati e privi di senso logico: perché possano sopravvivere tutti i centri commerciali previsti infatti, ci vorrebbe una popolazione di 2 milioni di abitanti. La provincia di Verona ne ha circa un milione".


Opposta la visione del sindaco di Verona Flavio Tosi che, per mezzo del quotidiano L'Arena, fa notare: "Quando si è insediata la mia amministrazione, questa città di 260mila abitanti aveva zero centri commerciali, a fronte di decine di strutture di grande distribuzione nei Comuni limitrofi, per cui si doveva sopportare l'impatto del traffico, senza ricavarne alcun beneficio economico".

 

"Si tratta di strutture indispensabili – continua Tosi – per realizzare, grazie alle opere compensative, infrastrutture e opere viabilistiche necessarie come i parcheggi scambiatori del filobus a Verona Est e la viabilità alternativa a Verona Sud, nonchè utili a fornire tanti nuovi posti di lavoro".

 

Immancabile anche il richiamo ai posti di lavoro che si verranno a creare con queste nuove strutture. Quindi traffico e inquinamento come soluzione alla disoccupazione. Davvero non abbiamo altra scelta? Viene anche da chiedersi, come fa Massignan, "chi sono tutti questi operatori privati che, in un momento di crisi economica, con un mercato che offre una grande abbondanza di edifici vuoti, sono interessati a investire in queste operazioni?"

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 20 Maggio 2015 20:00

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