Grandi esclusi da Osservatorio della Valpolicella

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Mobilitazione delle associazioni ambientaliste alla notizia della volontà di costituire un Osservatorio del Paesaggio della Valpolicella, che vede alleati i Comuni con il Consorzio Tutela Vini, escludendo esplicitamente chi da anni si occupa di difenderne il territorio.

La scoperta l'hanno fatta dal quotidiano L'Arena, dove il 22 aprile scorso si leggeva del primo incontro preparatorio per la costituzione dell'Osservatorio del Paesaggio della Valpolicella, di cui è comune capofila Fumane (vedi articolo). Ne farebbero parte anche i Comuni di Marano, San Pietro in Cariano, Negrar e Pescantina, oltre al Consorzio Tutela Vini e al Centro di Documentazione per la Storia della Valpolicella, a cui è stata affidata la supervisione scientifica dell'Osservatorio.


Si tratterebbe in pratica di "uno strumento di ricerca e approfondimento scientifico del paesaggio, con compiti anche di divulgazione e di consapevolezza culturale per permettere ad enti i ed operatori di compiere scelte e costruire percorsi", ha spiegato il sindaco di Fumane Mirco Frapporti.


Ciò che ha causato la rivolta è il fatto che nell'articolo il presidente del Centro di Documentazione dichiara esplicitamente di non ritenere "necessaria e nemmeno opportuna la partecipazione organica di associazioni ambientaliste, molto coinvolte nelle questioni attuali e contingenti".
La spiegazione risiederebbe nel carattere storico e per nulla politico che si vuole dare all'Osservatorio, ma questa esclusione così esplicita non poteva passare inosservata, tanto più che i viticoltori vengono presentati come " i principali attori degli interventi sul territorio".


Le 25 associazioni della Valpolicella non hanno reso pubblico un documento ufficiale di risposta. Mentre sul sito Veramente.org si legge ciò che molte di loro pensano: "Chi devasta il territorio si fa poi passare per il suo difensore (specie se c'è da guadagnarci). I sindaci della Valpolicella, Frapporti in testa, hanno subito colto l'invito della Regione, non a caso a ridosso delle elezioni. (...) La storia degli ultimi 10 anni, ma potremmo risalire indietro anche di 50-60 anni, mostra che il profitto economico viene considerato infinitamente più importante della tutela del paesaggio. (...) I sindaci sanno benissimo che gli Osservatori non servono a nulla: se decidono di intervenire, hanno a disposizione innumerevoli mezzi per farlo e sono anche in grado di cambiare le regole, qualora risultino inadeguate (PAT, P.I. Regolamenti comunali, Regolamenti edilizi, Regolamento sull'uso dei fitofarmaci, ecc.)".


Non si è fatta attendere invece la reazione di WWF Verona e Italia Nostra, che hanno prodotto un protocollo d'intesa da sottoporre alle amministrazioni comunali per un vero sviluppo compatibile della valpolicella. Tra i "divieti" indicati, necessari a conservare il paesaggio, la rinuncia "all'utilizzo di nuovi suoli agricoli per edificare" (vedi l'articolo completo comparso su L'Arena il 5 maggio scorso). 


Una situazione spiacevole che non fa che peggiorare i rapporti tra i principali attori del territorio, che da questa mancanza di collaborazione non può che uscirne perdente.

 

(in allegato il Megafono Verde di maggio)

 

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Ultima modifica il Giovedì, 07 Maggio 2015 11:19

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