Sprechi, gestione e qualità: la nostra acqua protagonista

By Ottobre 28, 2013 47155 No comment
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Sprecata, poco rispettata, gestita in maniera poco responsabile. È l'acqua, che è stata protagonista di un'intensa e dibattuta serata a Pescantina, organizzata dal gruppo locale del Movimento Cinque Stelle e moderata da Eliana Rapisarda di Veronagreen.it, in cui esperti dell'argomento hanno analizzato la tematica sotto molteplici punti di vista, dando vita ad un incontro molto partecipato.

La relazione introduttiva è stata affidata a Fabio Spiazzi, ingegnere ambientale (nella foto, primo a destra)che ha analizzato in particolare gli enormi sprechi d'acqua che si operano in tutto il mondo, specialmente nei Paesi più sviluppati. Solo in Italia ogni giorno si consumano duecento litri d'acqua a persona, che salgono a 400 litri per un cittadino degli Stati Uniti, quando in realtà il fabbisogno minimo giornaliero arriva a cinquanta litri (soglia che in molti Paesi del Terzo mondo non viene neppure raggiunta).

Se si considerano poi i consumi "virtuali" le cifre salgono vertiginosamente, arrivando a quattromila litri di acqua al giorno per persona. Per produrre un chilo di farina infatti si usano mille litri d'acqua, duemila per il latte e addirittura 15.300 per un chilogrammo di carne. Alcune semplici abitudini quotidiane "sostenibili", come quella di mangiare meno carne per esempio, limitare gli acquisti non necessari o recuperare la pratica di raccogliere l'acqua piovana - ha sottolineato Spiazzi nel suo intervento - possono contribuire a ridurre gli sprechi di acqua addirittura del 65%.


Il Veneto è in verità una delle regioni più virtuose in Italia in termini di consumi d'acqua, ha evidenziato Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona (nella foto, ultimo a sinistra). Questo però non la esenta dall'inserirsi in una delle più grandi contraddizioni moderne legate all'acqua: quello dello sfruttamento del prelievo idrico da parte di grandi aziende per fini commerciali. "Oltre il 30% degli italiani consuma normalmente solo acqua in bottiglia - ha spiegato Albi - percentuale che porta il nostro paese ad essere uno dei maggiori consumatori di questo prodotto".

Ma il business delle acque in bottiglia ha gravissime conseguenze sull'ambiente: per produrre la plastica servono enormi quantità di petrolio ed energia, a cui va aggiunto l'inquinamento per il trasporto che avviene esclusivamente su gomma. Il tutto per un bene che paghiamo fino a mille volte di più di quella del rubinetto, la cui qualità è simile se non superiore.


"La responsabilità è soprattutto delle istituzioni – ha dichiarato il presidente di Legambiente Verona – le quali non rendono sufficientemente costoso il prelievo idrico. Anche nel veronese c'è un caso eclatante – ha proseguito Albi –quello della Coca Cola a Nogara, che paga al Comune appena 13 mila euro l'anno per un consumo di 13 miliardi di litri. Ben 45 volte in meno rispetto a noi".


La cattiva gestione da parte delle istituzioni ha gravi conseguenze anche sul territorio. "Il rischio idrogeologico riguarda il 23% della nostra provincia, il 12% di queste aree sono addirittura edificate", ha sottolineato Albi. Un mancato rispetto per una risorsa che, va ricordato, è limitata e non infinita: "I nostri comportamenti non fanno che aumentare questo rischio", ha concluso il presidente di Legambiente Verona.


"C'è bisogno di responsabilizzare sul tema dell'acqua", ha concordato Luca Cecchi del Comitato Acqua Bene Comune di Verona (nella foto, penultimo da sinistra). "Dai cittadini, agli agricoltori, al settore dell'industria ed anche al turismo: le istituzioni devono vigilare affinchè l'acqua resti un diritto per tutti". E, secondo il Comitato, solo una gestione pubblica può garantire questo diritto. "Questa è la volontà espressa dagli italiani con il voto al referendum del giugno 2011, che però non è stato rispettato – ha spiegato Cecchi, non essendo ancora stata varata una legge in merito. Ma non bisogna arrendersi: i cittadini devono reagire e attivarsi sul territorio per impedire alla politica di boicottare il nostro voto".


L'ultimo intervento, quello del gestore Acque Veronesi rappresentato dalla Luciana Baldassarre dell'ufficio Promozione, è stato anche il più acceso e dibattuto. "La nostra è una società a capitale interamente pubblico, forse l'unica in Italia - ha voluto sottolineare la Baldassare - quindi abbiamo come obiettivo il pareggio di bilancio e non il profitto".


"La costituzione di Acque Veronesi ha portato il vantaggio di una gestione integrata", ha proseguito. Sono 73 infatti i Comuni serviti da questo gestore, per un totale di 70 milioni di metri cubi di acqua erogata, proveniente per l'80% dalla falda e per il 20% da sorgenti. "L'acqua è controllata periodicamente da noi in diversi punti (175 volte nel 2012 ad esempio) – ha spiegato la Baldassare, incalzata dalle domande del pubblico - ed anche dalla Asl che effettua controlli a sorpresa".

Presentando infine i dati sulle proprietà dell'acqua di Pescantina, Comune che ha ospitato la serata, la rappresentante di Acque Veronesi ha concluso: "La qualità dell'acqua che forniamo è buona, probabilmente meglio di quella delle acque in bottiglia che assorbono particelle plastiche e restano per ore sotto il sole. Bevete l'acqua del rubinetto in tutta tranquillità".

 

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Ultima modifica il Giovedì, 25 Febbraio 2016 18:17

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