Quel Piano Rifiuti e Piano Cave che non s’ha da fare

By Aprile 13, 2015 2086 No comment
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Il Comitato Anti-Discarica di Quaderni, San Martino per l'Ambiente e il Comitato Tutela Territorio, hanno denunciato oggi in una conferenza stampa insieme a Legambiente Verona il "bilancio fallimentare delle politiche ambientali della Regione Veneto in cinque anni di attività".

"Una politica caratterizzata da urbanistica contrattata, deroghe, varianti e piani mai approvati con cui non si è fatto che continuare a danneggiare il territorio", scrivono nel comunicato diffuso dopo l'incontro pubblico che si è tenuto nella sede di Legambiente Verona.


I comitati e l'associazione denunciano la mancata approvazione del nuovo Piano di Gestione dei rifiuti urbani e speciali adottato nel marzo 2013 (in adeguamento alla direttiva europea) che "avrebbe dato efficacia ad una norma indispensabile per un settore così delicato. Pessimo segnale anche a seguito dell'inchiesta avviata dalla Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti in Veneto, giunta a Verona recentemente per fare il punto della situazione sui nodi irrisolti che riguardano il nostro territorio: inceneritori, cave e discariche".


La bozza del Piano Rifiuti conteneva "obiettivi importanti e precisi, tra cui la limitazione della produzione di rifiuti e il riconoscimento della loro pericolosità, l'incremento di forme di riutilizzo e una più restrittiva regolamentazione dell'attività di discarica. In particolare, tra l'altro, il Piano prevedeva il divieto di apertura di nuove discariche a meno di 10 km l'una dall'altra e a meno di 13 km dagli aeroporti, nonché il divieto di apertura di discariche in zone di ricarica delle falde acquifere, localizzazione a tutt'oggi quasi esclusivamente privilegiata per l'utilizzo delle ex cave di sabbia e ghiaie".


Oggi l'approvazione del Piano non è più praticabile per effetto delle imminenti elezioni regionali e, oltre ad avviare una ulteriore procedura di infrazione a carico del Veneto da parte della Commissione Europea , rappresenta – incalzano i promotori della denuncia – "la chiara volontà politica di non giungere a dare efficacia ad una norma indispensabile per un settore così delicato".

Continua il comunicato entrando nel dettaglio: "La mancata approvazione ha provocato inoltre "un'ondata di richieste di nuovi impianti e ampliamenti delle discariche esistenti, corredate di istanze in deroga alle tipologie di rifiuti conferibili fino a quelli speciali e pericolosi. In particolare per il territorio veronese l'approvazione del Piano avrebbe definitivamente messo una pietra tombale all'apertura di una discarica per rifiuti speciali a Ca' Balestra (proponente Adige Ambiente) nel comune di Valeggio sul Mincio, contro cui il Comitato Anti Discarica sta lottando dal 2012. Contemporaneamente sono state richieste deroghe e/o ampliamenti a San Martino Buon Albergo, con un impianto di trattamento rifiuti speciali pericolosi e non (ancora Adige Ambiente); ai Caluri, con una discarica per rifiuti speciali non pericolosi (ROPE ma leggi Bastian Beton), a Pescantina per una "bonifica e ampliamento rifiuti urbani" (Daneco), ancora a Valeggio per una discarica e un impianto per trattamento rifiuti inerti con deroghe agli speciali non pericolosi (Scavi Rabbi), Roverbella per una discarica di amianto, Alcenago per riempimento cave in sotterraneo con rifiuti speciali da lavorazione della pietra (Micromarmo granulati, Refill srl) ecc.


Non diversa, per presunti illeciti, inefficienza, inefficacia, incapacità politica e pressioni da parte del mondo delle imprese, è la situazione nel mondo delle attività estrattive, dove addirittura da 33 anni si attende il Piano Cave; in un regime di illegittimità conclamata proseguono però le domande per richieste di aperture o ampliamenti a cui quasi mai viene negata l'autorizzazione.


La nostra provincia ha attualmente oltre 260 cave attive, numero peraltro incerto data l'assenza di controlli e monitoraggi, e le richieste proliferano assecondate da una bozza di piano del 2008, adottato nel 2013 ma mai approvato, con presunti fabbisogni da paese in forte crescita, con ipotizzati consumi di sabbie e ghiaie mai raggiunti nemmeno nei deprecabili anni '90 e 2000 che hanno "cementificato" il Veneto.


L'assessore regionale Conte, cercando una sua giustificazione per l'incapacità di trovare una maggioranza per ottenere l'approvazione del Piano, ha asserito pubblicamente che le lobbies dei cavatori sono potentissime", sottolinea il comunicato delle associazioni riunite.


Va segnalato poi che alle porte di San Martino B.A., nel comune di Verona, insistono due nuovi progetti:
-in Cava Lessinia , attività estrattiva che doveva chiudere nel 2014, è già approvato un progetto per un impianto per il recupero di rifiuti inerti non pericolosi con produzione di conglomerati bituminosi, quadruplicando i quantitativi trattati e arrivando a oltre 300.000 tonnellate/anno;
- in Cava Ferrazza è stato presentato un secondo progetto di ampliamento per 120.000 mq. che andrà ad aumentare la superficie di cava del 66%.


Vale la pena – concludono le associazioni riunite – fare un elenco dei Piani e proposte di legge invocate ma senza successo in questo quinquennio di politiche regionali".

 

• Mancata approvazione del piano rifiuti (adozione DGR 264 del 05/03/2013);
• Mancata approvazione del piano cave (adozione DGR 2015 del 04.11.2013);
• Mancata nuova legge sulle cave (approvazione dis. di legge commissione ambiente 9 ott 2013);
• Mancata nuova legge sui parchi (presentato PdL nel 2012 commissione urbanistica A. Bassi;
• Mancata legge sul consumo di suolo (PdL 4/11/2013);
• Mancata approvazione aggiornamento al Piano Tutela e Risanamento dell'Atmosfera (DGRV 2872 del 28.12.2012);
• Mancata approvazione del Piano Faunistico Venatorio (decaduto dopo rideterminazione il 30.09.2013, è stato adottato il nuovo il 26.08.2014),
• Mancata approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento Regionale, (adozione del 17.02.2009), già in fase di variante parziale per adeguamento al Decretolegislativo 42/2004 (adozione DGR 427 del 10.04.2013);
• Mancato approvazione Piano d'Area Baldo Garda;
• Mancata approvazione Piano Regionale dei Trasporti (adozione 5.7.2005);
• SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale del vigente PTRC 1992) mai avviato.

 

Foto: Comitato Anti Discarica Ca' Balestra 

 

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Ultima modifica il Lunedì, 13 Aprile 2015 19:29

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