Tav, San Bonifacio divisa per il “male minore”

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La polemica per la costruzione del Treno Alta Velocità (Tav) Brescia-Mestre si è spostata a Verona Est, dove a San Bonifacio si discute sul tracciato meno impattante per l'ambiente e la salute dei cittadini. Sud, centro o nord? Per il Comitato Cittadini contro il disastro Tav è "una guerra tra poveri".

"A perderci saranno in ogni caso tutti gli abitanti della zona est della provincia, visto che per costruire questa inutile opera da 62 milioni di euro al chilometro si distruggeranno case, attività economiche e si devasterà irreversibilmente il territorio", scrive il portavoce Daniele Nottegar in un comunicato.


Attualmente è previsto che il tracciato Tav debba passare dal centro del paese e dalle zone residenziali di Villanova, Praissola e Locara: progetto adottato nel 2006 per cui, nella seduta del 10 novembre 2014 del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica), è stato "approvato (...) l'esproprio sugli immobili interessati" e riconfermato anche dalla regione Veneto nella deliberazione di giunta 154 del 10 febbraio 2015.


Facendo una valutazione comparativa, questa soluzione causerebbe danno ad oltre 500 famiglie sambonifacesi, contro le circa 40 famiglie coinvolte dal passaggio a sud – fa notare in una lettera al quotidiano L'Arena l'avvocato Teresa Anna Maria Lombardi, cittadina di Villanova e ultimo difensore civico del Comune. Oltre a sventrare il paese e danneggiare realtà importanti della zona quali la cantina sociale, aggiunge l'avvocato, il passaggio per il centro danneggerebbe l'edificio di pregio storico più rilevante della zona: l'abbazia di Villanova.


Di contro, i difensori del tracciato a sud sostengono che questo comporterebbe un grave danno ai terreni agricoli e alle attività economiche presenti. Per questa posizione si è formato, il 27 marzo scorso, un gruppo spontaneo di cittadini – presieduto dall'avvocato Massimiliano Miotti, ex difensore civico - che si è definito "Comitato per la tutela dell'ambiente e del paesaggio di San Bonifacio", che ha anche già raccolto oltre 600 firme a sostegno di "un tracciato Tav/Ac che rappresenti la soluzione migliore. Purtroppo, il tracciato a "sud" andrà a deturpare irrimediabilmente il paese, con ripercussioni sul paesaggio sulla crescita naturale del Comune".


A queste due posizioni si è aggiunta nei giorni scorsi quella dei "nordisti", capitanata da Walter Giacomin, vicepresidente del Coordinamento provinciale dei Comitati contrari alla Tav, secondo cui, fermo restando una generale opposizione al progetto Tav, "la soluzione a nord del paese sarebbe meno impattante". E' comprensibile che il sindaco di Soave difenda il proprio territorio e il paesaggio del castello (che verrebbe intaccato dal tracciato nord, ndr), però ci chiediamo – ha dichiarato Giacomin al quotidiano L'Arena - che differenza passa dal distruggere la visuale del castello a quella di distruggere il Santuario del Frassino a Peschiera o l' Abbazia di Villanova?".


Alla luce di questi tre fronti quello che resta chiaro è che, in ogni caso, le conseguenze per il territorio e gli abitanti saranno gravissime. "L' unica soluzione possibile è fermare questo inutile, costoso e devastante progetto", incalza Nottegar del Comitato Cittadini contro il disastro Tav.
Ipotesi che non sembra del tutto improbabile, soprattutto dopo le dimissioni di Maurizio Lupi e gli arresti al Ministero delle Infrastrutture – almeno secondo quanto prospettato dai relatori dell'incontro che si è tenuto il 25 marzo a San Bonifacio, Erasmo Venosi, Marta Vanzetto e l'avvocato Fausto Scapini: "Servirebbe che tutti i sindaci - hanno sottolineato – si accordassero per una posizione unitaria nei confronti del Cipe".

"Noi riteniamo che questo si debba e si possa fare – aggiunge Nottegar-: i sindaci devono chiedere lo stop della procedura finchè non verrà chiarito l' intreccio con il malaffare di chi ha gestito per anni gli appalti".


Per agire c'è tempo fino a maggio, quando il progetto preliminare diventerà definitivo, con il tracciato del centro paese se nulla dovesse cambiare. Il sindaco di San Bonifacio ha promesso che convocherà un'assemblea entro il 20 aprile per spiegare ai cittadini quali sono gli impatti delle diverse opzioni e decidere insieme alla maggioranza quale può essere "il male minore per il proprio territorio": una magra consolazione per i cittadini, l'ambiente e la loro difesa.


Nel frattempo il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ricandidato per un nuovo mandato, ha dichiarato la sua volontà di andare avanti con la Tav: "Chiariamo i dubbi sui sospetti di corruzione ma si vada avanti".

 

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Ultima modifica il Giovedì, 09 Aprile 2015 11:52

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