La città che vorremmo: le proposte di Massignan

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Il presidente dimissionario dell'associazione Italia Nostra Verona è intervenuto mercoledì 18 marzo al Forum Ecologico del Monastero del Bene Comune di Sezano con una relazione su "La città come luogo di vita". Ne è emersa una serie di proposte concrete che potrebbero delineare una Verona nuova: "La Città che Vorremmo".

Anticamente – ha esordito Giorgio Massignan - le città sorgevano dove la natura permetteva la vita: presenza di acqua; terreni fertili; zone riparate. Poi divennero città dei luoghi scelti come snodi commerciali; barriere difensive; fortezze militari.

 

Ma un luogo di vita continua a richiedere la presenza di elementi naturali che permettono la sopravvivenza dell'uomo - come acqua, aria e terra non inquinati.

 

Ecco per punti le condivisibili proposte per il futuro di Verona che ha presentato Massignan:

 

1) Il blocco della nuova espansione edilizia che oltre che consumare del prezioso terreno verde, sfrangia disordinatamente il tessuto urbano della città con conseguenze negative sia per la mobilità che per i servizi.


2) La realizzazione di un comodo ed efficiente sistema di mobilità pubblica a scala comunale che possa essere realmente alternativo a quello privato a motore. L'attuazione di una linea di metropolitana di superficie urbana in grado di collegare la zona orientale del nostro territorio con il centro storico di Verona e questo con la Valpolicella e l'area Baldo-Garda. La costruzione di parcheggi scambiatori alla periferia della città serviti da frequenti corse di mezzi di trasporto pubblico. La chiusura dell'intero centro storico quale zona di attraversamento per il traffico privato.


3) La costituzione: a) del parco della collina; b) del parco dell'Adige sulla base del progetto Ruffo-Braioni degli anni '90; c) del parco della Spianà progettato dall'architetto Rudi; d) del parco delle mura; e) della fascia di protezione verde e quale corridoio naturalistico-monumentale dei forti fuori mura da quello del Pestrino sino a quello del Chievo; f) del parco urbano piantumato dello scalo merci della ferrovia.

4) L'attuazione di una zona sportiva e per il tempo libero da collegarsi con il centro del Coni, con la realizzazione di ampi spazi di verde attrezzato nella zona delle ex Cartiere Verona. L'ipotesi di un centro commerciale e direzionale in quell'area compresa tra viale Piave e via Basso Acquar la riteniamo assurda soprattutto per motivi di viabilità.

5) La riduzione di parte dei volumi previsti nel progetto di recupero di Verona sud. Tre milioni di mc. di direzionale, alberghiero e terziario sono eccessivi e non necessari.


6) La ristrutturazione dell'Arsenale limitandosi ad un corretto intervento conservativo delle attuali strutture; il recupero di Castel San Pietro e del contesto ambientale in cui è inserito.


7) La riqualificazione del quartiere Veronetta con il recupero a fini didattici e di servizio alla popolazione dell'area della caserma Passalacqua e Santa Marta.


8) L'insediamento di famiglie giovani in immobili pubblici quali caserme dismesse od altro, utilizzando le norme della legge 167 per l'edilizia economica e popolare.


9) L'organizzazione di un percorso museale che partendo dalla Gran Guardia, tocchi il museo maffeiano, Castelvecchio e termini con il museo di scienze naturali all'Arsenale.


10) Il recupero come foresteria collegata alle manifestazioni fieristiche ed ai diversi eventi della città di Villa Pullè al Chievo.


11) La rinaturalizzazione, dove possibile del fiume Adige.


12) La creazione di un ampio sito archeologico in città, con la messa in luce della Postumia, il riposizionamento originale dell'Arco dei Gavi, la riapertura dei ritrovamenti romani e medioevali della zona di Piazza Viviani.

 

Un contributo di sicuro valore che potrebbe costituire la base per una nuova valorizzazione della nostra città a livello naturalistico, culturale e sociale.

 

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Ultima modifica il Giovedì, 19 Marzo 2015 01:49

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