Anche Verona chiede stop a ecoreati e cementificazione

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I temi dell'ambiente e del territorio sono stati protagonisti la scorsa settimana di una serata nel quartiere di Borgo Roma, per chiedere di mettere fine anche a Verona ai reati ambientali e alla cementificazione. Protagonisti Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona, e Anna Maria Bigon, sindaco di Povegliano in corsa come consigliere regionale.

Lo spunto di partenza è stata la recente approvazione da parte del Senato - il 4 marzo scorso - del disegno di legge che introduce quattro ecoreati: disastro ambientale, inquinamento ambientale, trasporto di materiale radioattivo e impedimento al controllo. Il problema dell'inquinamento è ben presente in Veneto, la seconda regione in Italia per riciclaggio illecito di rifiuti dopo la Campania.


"Speriamo che la Camera approvi presto e definitivamente la legge per darci delle armi contro le aggressioni all'ambiente - ha esordito Albi in apertura della serata, organizzata dal locale circolo del Partito Democratico -. La spazzatura è un business gigantesco che coinvolge soprattutto i rifiuti speciali, che nessuno vuole e su cui si concentrano le attenzioni delle ecomafie: riciclarli sottobanco costa molto meno e quindi la questione rifiuti investe fortemente la legalità".


Il problema della illegalità, viene sottolineato nel comunicato stampa, è sentito anche dalla candidata consigliere regionale Anna Maria Bigon che ha parlato di quanto accadutole durante la sua esperienza di sindaco: "Di Povegliano si parlò molto sui giornali, per il cemento depotenziato utilizzato nell'ampliamento della nostra scuola: grazie ai controlli non previsti dalla legge ci siamo accorti delle irregolarità e abbiamo demolito e ricostruito, rimanendo nei costi previsti dell'opera. Quando è successo abbiamo convocato una conferenza stampa e lo abbiamo reso pubblico, perché quando si è corretti non si deve avere paura a manifestarlo, ma quanti speculano sulle opere pubbliche?".


Il dibattito si è poi spostato sul problema della cementificazione nel territorio regionale, con un focus rivolto soprattutto ai milioni di metri quadri del District Park che sorgeranno in località Trevenzuolo-Vigasio. Una speculazione, secondo la candidata del PD: "Abbiamo una grande porzione di terreno che non viene coltivato in attesa che si inizi a costruire. Cosa ci sta rimettendo il nostro territorio? A chi convengono queste operazioni?".


Il presidente di Legambiente ha aggiunto: "L'autodromo è partito nel '99 e il piano prevedeva 100.000 metri quadrati: siamo arrivati a 12 milioni e mezzo di metri. E la Regione ha le sue colpe: non dimentichiamoci anche del piano casa, che deroga su tutto e accentra nelle mani della Regione poteri che dovrebbero essere propri dei Comuni. E dove sono il piano cave? E il piano rifiuti?".


"La Regione ha fallito completamente la politica ambientale a favore della speculazione – ha concluso la Bigon -: la nostra intenzione è quella di cambiare radicalmente questa impostazione. La politica deve ripartire dalle persone e dalla difesa della loro qualità di vita".

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 18 Marzo 2015 18:07

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