Acque, monitoraggio sanitario per inquinamento da Pfas

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ISDE-Medici per l'Ambiente ha lanciato un'indagine epidemiologica online sulla popolazione di Vicenza e Verona potenzialmente contaminata dai Pfas, da anni presenti nell'acqua delle falde: è quanto emerso dal nuovo incontro sulla grave questionedi questo grave inquinamento che si è svolto a Cologna Veneta il 26 febbraio scorso.

Ancora una volta molto numerosa la partecipazione del pubblico: "Scarsa invece – fa notare il Comitato La Perla Blu-Legambiente preoccupato - quella di Amministratori locali e di Enti coinvolti".


La serata si è concentrata sulle possibili reali conseguenze sulla salute dei cittadini: "Da semplici confronti tra registri sanitari pubblici – spiega il circolo di Legambiente attivo nei comuni di Cologna Veneta, Pressana, Roveredo di Guà, Veronella, Zimella - risulta come l'incidenza di alcune patologie tumorali, patologie cardiovascolari e disordini metabolici (come ad esempio l'ipercolesterolemia) sia maggiore nelle popolazioni che da decenni subiscono l'inquinamento da sostanze perfluoroalchliche rispetto a popolazioni limitrofe non sottoposte all'esposizione".


La contaminazione infatti prosegue inconsapevolmente da decenni ed essendo gli Pfas formati da molecole molto persistenti, essi si conservano inalterati nell'organismo e nell'ambiente per periodi molto lunghi, inquinando le acque superficiali e di falda (vedi articolo correlato).


Sulle possibili soluzioni non c'è stato molto da dire: i filtri installati negli acquedotti pubblici sono un palliativo, per di più costoso, che serve solo a tamponare momentaneamente il problema. "Sarebbe necessario ricercare nuovi fonti di pescaggio per gli acquedotti", fa notare Perla Blu.


In attesa che venga avviata l'indagine sanitaria della Regione Veneto sulla popolazione e il biomonitoraggio sugli alimenti, è partita un'indagine epidemiologica online promossa dall'Associazione Medici per l'Ambiente – ISDE sezione di Vicenza, quale campagna alternativa sul monitoraggio delle malattie da inquinanti ambientali in Veneto. Da novembre 2014 è possibile accedere all'indagine dal seguente link: www.nopops.it. Si tratta di uno studio che avrà una durata di 10 anni in parte prospettico (cioè con l'obiettivo di valutare la possibile associazione nei partecipanti fra inquinanti ambientali e malattie da ora in avanti), e in parte retrospettivo.


"La popolazione coinvolta – incalza il circolo Perla Blu - è nell'ordine delle decine (o centinaia) di migliaia di persone; per scarsa informazione o per pigrizia sono poche però quelle che effettivamente sono a conoscenza della problematica e che si attivano per fare pressione affinchè venga trovata una soluzione. A nostro avviso gran parte delle amministrazioni locali hanno sottovalutato il problema: quali garanti della salute dei cittadini, auspichiamo una loro presa di posizione e il loro impegno; ci attendiamo che facciano fronte comune per affrontare il grave problema, anche appoggiando la richiesta che un esperto indipendente venga affiancato alla commissione di indagine che si occupa del biomonitoraggio".


Il Coordinamento Acqua Libera da Pfas inoltre chiede alla Regione Veneto di fare pressione sul Ministero dell'Ambiente affinchè vengano fissati dei limiti per l'immissione di questi prodotti nell'ambiente, limiti che vengano adeguati alle normative più restrittive in materia di Pfas.

 

Si ringrazia il Circolo Perla Blu-Legambiente per la collaborazione nella stesura dell'articolo. 

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 26 Maggio 2015 20:54

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