Peschiera, marcia No Tav bagnata ma partecipata

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Nonostante la pioggia battente, una folla numerosa ha partecipato sabato alla marcia popolare No Tav a Peschiera del Garda, organizzata dai comitati di protesta di Verona e di Brescia. Molte le autorità presenti, tra cui i sindaci di Peschiera , di Cavaion Veronese e di Medole (MN).

Presenti anche le associazioni che hanno aderito: WWF, Italia Nostra, Legambiente, Comitato cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle di Verona, Rifondazione Comunista, Movimento Cinque Stelle, Comitato per il Parco delle Colline Moreniche, Gruppo Ecologico di Peschiera, Gruppo Culturale La Torre di Palazzolo di Sona, Castelnuovo in Comune, Castelnuovo Futura, L'altra Verona per i beni comuni, Gruppo della Federazione della Sinistra Veneta del Consiglio Regionale, Circolo Partito Democratico di Peschiera e L'altra Europa per Tsipras, oltre a numerosi Comitati no Tav. Il corteo si è concentrato dalle 14 al Campo Sportivo Comunale di Peschiera del Garda ed ha iniziato la sua marcia intorno alle 15.

 

Hanno dato il loro sostegno anche i Frati della Madonna del Frassino, presenti per dare voce alla loro indignazione. È a rischio infatti il Laghetto del Frassino, esempio di oasi naturale e tesoro ricco di biodiversità. Secondo i progetti, la TAV lo spazzerà via, nell'indifferenza delle istituzioni.

 

Tantissimi cittadini hanno aderito, uomini, donne e bambini, tutti uniti per chiedere l'annullamento del progetto devastante ed inutilmente costoso del Treno ad Alta Velocità Milano-Venezia.


La marcia ha sfilato attraverso il centro storico di Peschiera, terminando al palazzetto dello sport, dove numerosi sono stati gli interventi dei comitati presenti. Qui in provincia di Verona, era la prima volta che si scendeva in piazza e per il movimento NO TAV la data era molto importante.

 

Daniele Ortegani e Renato Peretti, del Comitato No Tav di Verona, hanno sottolineato l'inutilità di questo progetto nonché lo spreco di denaro pubblico che esso comporta.


Marina e Flavio, del Comitato No Tav di Brescia, hanno denunciato ancora una volta il passaggio del TAV in zone altamente inquinate, dove vi sono discariche non bonificate. Montichiari e Calcinato (BS) sono gli esempi al negativo di un'amministrazione pubblica che non si interessa della salute dei suoi cittadini. In provincia di Brescia, vi sono ben 45 siti inquinati, dove da progetto dovrebbe passare il TAV, e solo per 16 di questi è prevista la bonifica. Gravi poi i danni delle eventuali vibrazioni dell'alta velocità, che potrebbero essere un serio rischio per l'integrità delle falde acquifere già compromesse ed estremamente fragili.

 

Con i quattro miliardi e forse più stanziati per la realizzazione del TAV – hanno sottolineato le associazioni presenti - si potrebbero realizzare molte altre opere più utili per la collettività: ad esempio il collettore del Garda, o riparare i danni idrogeologici, migliorare le linee ferroviarie già esistenti e le condizioni dei treni, ripristinare le linee regionali.

 

La prossima manifestazione NO TAV è fissata per sabato 21 febbraio a Torino, organizzata dal Comitato NO TAV della Val di Susa.

 

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Ultima modifica il Lunedì, 16 Febbraio 2015 19:05

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