Degrado e abbandono in Valsorda, urge intervento

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Tra Bardolino e Cavaion sorge la Valsorda, un'area verde molto bella che è purtroppo trascurata, con un percorso della salute abbandonato che sta diventando quasi inagibile e pericoloso da percorrere e cumuli di immondizia nel sottobosco. Una di quelle zone della provincia di Verona che necessiterebbero di una significativa riqualificazione ambientale. Ecco il nostro punto della situazione.

Questa valle di origine torrentizia, con un ruscello abbastanza carico d'acqua che la attraversa, nasce ad Incaffi (una piccola frazione del Comune di Affi) dal Monte Moscal e si dirige ad ovest verso Bardolino, passando per il Comune di Cavaion Veronese. Si tratta di una valle scavata all'interno dei depositi morenici del ghiacciaio del Garda, con piramidi di terra dovute all'erosione, oggi ricoperte dalla vegetazione.


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Qui si trovano grandi piante di pioppo e di querce, una flora abbondante che comprende iris, pervinche, primule, viole, gladioli, campanelle e orchidacee. Il torrente che la percorre ha un alveo imbrigliato dall'opera della Forestale che forma cascatelle molto suggestive. In ogni stagione dell'anno è affascinante poterla percorrere come strada pedonale alternativa per raggiungere uno dei tre paesi o semplicemente per ammirare le bellezze naturali che vi si trovano.

 

Sfortunatamente però, zona di competenza del Comune di Cavaion Veronese, la valle ultimamente è lasciata a sé stessa. Il percorso naturalistico, con tanto di cartelli che lo segnalano, è franato a causa delle numerose piogge ed intemperie; i sentieri si sono fatti scivolosi, disagevoli e pericolosi.

 

Nel sottobosco poi ci si imbatte spesso in cumuli di immondizie abbandonati e le piante, in particolare quelle di pino, sono state colpite dalla processionaria (lepidottero appartenente alla famiglia Notodontidae, conosciuto come Thaumetopoea pityocampa), insetto che, senza un intervento specifico, si può diffondere con velocità sorprendente, compromettendo il ciclo vitale di molti alberi.

 

valsorda5Da moltissimi anni una griglia in metallo, ormai arrugginita, circonda un esemplare di Pinus sylvestris e non si sa se e quando verrà rimossa. Anche l'ingresso alla valle, che si trova alla fine di Via Ceriel, è in condizioni pessime, i paletti di recinzione sono stati scardinati e alcuni sono addirittura spariti.

 

Nel 2012 v'è stato un impegno da parte delle Amministrazioni dei tre Comuni nella riqualificazione della zona. La Società Land Milano Srl, nella persona dell'Architetto Andreas Kipar, ha assunto l'incarico di consulenza professionale specialistica per la predisposizione di uno studio per la riqualificazione paesistico- ambientale. Lo scopo era quello di ampliare l'offerta turistica delle zone, valorizzandone l'entroterra. L'incarico, secondo quanto riportato dal sito del Comune di Bardolino, è costato complessivamente la cifra di 18.876 euro, spesa suddivisa tra i tre Comuni.

 

Non v'è dubbio che all'epoca ci sia stato un impegno delle amministrazioni al risanamento naturalistico, che ha lasciato fortunatamente intatte le caratteristiche della zona, non snaturandone la geografia.

 

Quello che ora è necessario fare è una manutenzione ed un miglioramento continuo. Gli episodi di erosione del terreno, le malattie degli alberi, le conseguenze degli agenti atmosferici e del tempo non si fermano davanti ad un'unica opera di bonifica.

 

Servono interventi ciclici e controlli annuali per salvaguardare questo patrimonio naturale e far sì che si conservi e possa essere apprezzato e rispettato da tutti, cittadini e turisti compresi. La Valsorda, il cui toponimo deriva dal fatto che non dà origine al fenomeno dell'eco, non può rimanere anche muta.

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2015 13:10

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