No alla caccia al cinghiale, sì a metodi alternativi

By Dicembre 22, 2014 2103 No comment
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Una petizione contro le battute di caccia organizzate per abbattere i cinghiali presenti all'interno dell'ex forte di Monte Mamaor, con l'appoggio del Comune di Valeggio. La prima si è svolta il 16 dicembre scorso, un'altra è in programma per martedì 23. "Chiediamo al Comune di valutare ipotesi più rispettose dell'ecosistema e della biodiversità".

L'iniziativa è dell'associazione Culturale Alla Radice, venuta a conoscenza con un articolo del 19 Dicembre sul giornale L'Arena del discutibile metodo deciso dal presidente della riserva di caccia della zona e agricoltore Claudio Cordioli, assieme alle guardie venatorie della Provincia di Verona, con il beneplacito del comando militare e l'appoggio del Comune di Valeggio, per contenere la popolazione di cinghiali che si è insediata all'interno dell'ex forte di Monte Mamaor.


"Vorremmo esprimere il nostro profondo dispiacere, lo stupore e l'incredulità per la scelta effettuata e fare delle proposte costruttive per gestire diversamente il problema nel prossimo futuro - scrive l'associazione nell'evento creato su Facebook - Il 23 è stata programmata un'altra battuta di caccia al cinghiale: cerchiamo di fermarla e di trovare vie alternative alla risoluzione del problema".


Una mail di protesta è stata inviata al sindaco di Valeggio e a tutti gli assessori a nome dell'associazione. L'invito per tutta la popolazione sensibile è di unirsi alla petizione inviando lo stesso messaggio.


Ecco il testo della petizione da inviare al sindaco e agli assessori
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Gentile Sindaco e Assessori tutti,
Con l'articolo apparso in data 19 Dicembre 2014 su L'Arena, siamo venuti a conoscenza della battuta di caccia avvenuta Martedì 16 Dicembre e decisa dal Comune di Valeggio sul Mincio in collaborazione con la Provincia, per abbattere i cinghiali presenti all'interno dell'ex forte di Monte Mamaor.


Con queste nostre poche righe vorremmo esprimere il nostro profondo dispiacere, lo stupore e l'incredulità per la scelta effettuata e fare delle proposte costruttive per gestire diversamente il problema nel prossimo futuro.


A quanto riportato dall'articolo i cinghiali adulti erano almeno una decina e avevano al seguito esemplari più giovani. Questo fa supporre che fossero presenti nell'area da qualche anno almeno e che abbiano avuto il tempo quindi di riprodursi e diventare adulti. Le parole stesse dell'Assessore Oliosi "La zona è così perché da un po' è lasciata a se stessa" ci fanno ipotizzare che, con una gestione più puntuale e rispettosa del luogo, si sarebbe potuta contenere la situazione senza arrivare all'abbattimento di questi animali.


Siamo rammaricati dal non utilizzo di mezzi alternativi quali ad esempio la sedazione farmacologica atta al trasferimento dei cinghiali in aree idonee o alla sterilizzazione precoce.


Riteniamo inoltre che formazione e informazione siano strumenti importantissimi per conoscere la flora e la fauna del nostro territorio e per imparare a convivere senza dover poi ricorrere a rimedi estremi e nel rispetto reciproco.


Siamo convinti che il territorio dovrebbe essere concepito come ecosistema vivente e non come proprietà esclusiva dell'uomo, nella quale le altre specie vengono viste come intrusi da eliminare.


Siamo altresì consci dei disagi che questa convivenza problematica sta creando sia agli agricoltori che agli automobilisti che vivono e transitano in quella zona. Siamo solidali con loro per le difficoltà e gli incidenti in cui sono incappati. Ma siamo anche consapevoli che vi possono essere alternative alla violenta uccisione di questi cinghiali.


CHIEDIAMO quindi al Comune di Valeggio sul Mincio di interrompere l'abbattimento di questi animali e di valutare ipotesi più rispettose della biodiversità. Sarebbe inoltre doveroso indagare come i cinghiali siano potuti arrivare fino a qui, se autonomamente o se introdotti avventatamente dall'uomo in un habitat dove non hanno predatori naturali.


Ecco una lista di azioni concrete da attuare nel lungo termine:

1. Fare pressione presso la Provincia, responsabile della fauna selvatica in zone del Demanio, per la stipula di un'assicurazione che risarcisca i danni ad agricoltori ed automobilisti
2. Bandire la caccia al cinghiale in modo che nessuno possa trarre vantaggio o essere interessato alla loro presenza permanente sul territorio
3. Mettere in piedi un sistema di sedazione atta al trasferimento o alla sterilizzazione dei cinghiali


Valeggio sul Mincio è anche il nostro paese, e come cittadini vogliamo che il nostro sia un paese che si prende cura delle persone ma anche degli animali e del territorio tutto.

 

 

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Ultima modifica il Lunedì, 22 Dicembre 2014 12:36

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