Lo stato ambientale delle scuole della provincia di Verona

By Dicembre 10, 2014 1428 No comment
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Analisi dell'acqua, dell'aria, dei campi elettromagnetici oltre ad un'indagine per monitorare la dispersione di calore degli edifici ed un test per la presenza di radon. Il progetto La Scuola Verde di Legambiente Verona ha visto la partecipazione di 9 scuole della Provincia di Verona. Ecco i risultati.

Dall'indagine emerge che la situazione più critica è quella relativa alla qualità dell'aria e alle gravi dispersioni di calore attraverso infissi e murature non coibentate sufficientemente.


L'obiettivo era la sensibilizzazione degli alunni delle scuole medie e superiori sul problema della salubrità ambientale degli edifici scolastici, mediante alcune semplici analisi a cui hanno preso parte gli stessi ragazzi.


Ecco le nove scuole coinvolte, scelte in base alla posizione geografica, cercando una distribuzione omogenea sul territorio: Scuola secondaria di primo grado Ospedaletto, I.T.E.S. Aldo Pasoli, Liceo Scientifico Niccolò Copernico, I.P.S.I.A. Giovanni Giorgi, I.P.S. Enrico Fermi, Scuola secondaria di primo grado Zevio, I.S.I.S.S. Minghetti di Legnago, Scuola secondaria di primo grado E. De Amicis di Badia Calavena, Scuola secondaria di primo grado D. Milani di Lavagno.


L'iniziativa è stata realizzata con il contributo del Centro Servizi per il Volontariato di Verona e sviluppata, insieme a Legambiente Verona, dal Comitato per il Verde, CEA (Centro di Educazione Ambientale di Legambiente) e associazione Fossa Bova, che vede il coinvolgimento dell'Istituto ENEA di Bologna.


Nel caso dell'inquinamento elettromagnetico e concentrazione di radon, i risultati mostrano livelli fortunatamente al di sotto del limite massimo consentito. I campi elettromagnetici presentano complessivamente valori inferiori a 0,5 V/m, confermando i dati che ARPA Veneto ha rilevato durante alcune campagne di monitoraggio effettuate su tutto il territorio veronese. La concentrazione di radon è invece dipendente dalle caratteristiche geologiche del suolo. La provincia di Verona non rientra nelle zone ritenute a rischio, tanto che nella campagna di verifica effettuata da ARPA Veneto nel triennio 2003 – 2006 non è stato effettuato nessun rilevamento nella nostra zona. I dati raccolti, analizzati dall'Istituto ENEA di Bologna, confermano l'assenza di radon in quantità significativa.


La valutazione della qualità dell'acqua ha dato la priorità alla necessità didattica di effettuare analisi semplici mediante strumenti portatili ed appositi kit, da svolgersi in classe con la partecipazione attiva degli alunni. Questo ha reso necessario limitare i parametri analizzati: non sono state svolte analisi complesse né si è ricorso a laboratori esterni, come sarebbe stato necessario per rilevare la presenza di metalli pesanti (es. Cromo esavalente) o di microinquinanti.

In generale si può dire che le nostre scuole hanno acque accettabili, con lievi sforamenti nella concentrazione di ammoniaca (NH4). L'I.T.E.S. Pasoli di Verona e la scuola secondaria di 1° grado De Amicis di Badia Calavena si distinguono per avere acqua di qualità migliore rispetto alle altre.


La misurazione delle polveri sottili ha risentito del tempo avverso, in particolare durante il periodo a cavallo tra gennaio e febbraio 2014, caratterizzato da forti piogge che hanno contribuito in maniera significativa a mantenere basso il livello di PM10 presente nell'aria. Da segnalare i valori molto elevati che riscontrati nel dicembre 2013, quando una nube di smog ristagnante su Verona ha innalzato considerevolmente la quantità di polveri sottili misurate dalle centraline ARPAV.


Dal punto di vista dell'efficienza energetica, gli edifici analizzati presentano tutti delle carenze, in alcuni casi risolte grazie all'ammodernamento delle strutture (es. la scuola De Amicis di Badia Calavena ha installato doppi vetri e provveduto a isolare termicamente la struttura). Gli edifici più recenti presentano le problematiche minori; risultano più isolati ed efficienti ma al contempo le mancanze riscontrate sono da attribuire alla scarsa attenzione ai dettagli (ponti termici, vetrate ampie non isolate, infissi installati con poca perizia ecc).


Successivamente ai monitoraggi, il Centro di Educazione Ambientale di Legambiente ha realizzato nelle classi dei laboratori didattici per coinvolgere gli studenti.


In conclusione, Legambiente Verona fa notare che, se per le singole scuole è difficile agire sul livello di inquinamento atmosferico, esse possono però intervenire sulle modalità di utilizzo degli spazi esterni, non utilizzando ad esempio gli stessi come parcheggi. Inoltre la promozione di stili di mobilità alternativi per i percorsi casa-scuola può portare ad una generale diminuzione del traffico e quindi del PM10. Anche un utilizzo più oculato delle risorse termiche degli impianti di riscaldamento, porta benefici sul lungo periodo.

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 18 Febbraio 2015 19:44

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