Ondata di cemento in Lessinia, Legambiente protesta

By Novembre 15, 2014 1366 No comment
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Circa 4.000 nuove abitazioni previste in una decina di comuni della Lessinia, per un totale di 9.000 nuovi abitanti. Dopo anni di abbandono e spopolamento, le Pubbliche Amministrazioni dei comuni della montagna veronese propongono di arginare l'emorragia con una nuova folle pianificazione urbanistica.

Le previsioni demografiche predisposte per il 2020-2025 appaiono infatti a dir poco sconcertanti: Bosco Chiesanuova (+24,4%), Cerro V.se (+34,9%), Dolcè (+35,9%), Fumane (+25,5%), Roncà (+38,7%), San Giovanni Ilarione (+30,6%), San Mauro di Saline (+66,7%), Velo V.se (+62,8%), Vestenanuova (+43,3%). Solamente Sant'Anna d'Alfaedo "contiene" la previsione a + 8%.

 

A questi si aggiungono Badia Calavena e Selva di Progno che non hanno voluto essere da meno: qui sono attesi 1548 nuovi abitanti, con un incremento del 42,6%, per 700 nuovi alloggi. Confermate, inoltre, 85.000 mq di nuovi capannoni e 70.000 mq di superfici turistico ricettive.

 

"Una vera e propria ondata di cemento, incomprensibile sotto tutti gli aspetti - commenta il presidente di Legambiente Verona Lorenzo Albi -. Tralasciando l'attuale crisi economica per cui nessuno acquista più case, non regge nemmeno la scusa che buona parte di queste volumetrie fossero già presenti e parzialmente autorizzate nel vecchio Piano Regolatore Generale – incalza -. Ancora una volta le PA hanno perso l'occasione, in assenza di domanda abitativa e da buoni padri che programmano con coscienza il futuro delle proprie famiglie, per cancellare quanto era già stato vergognosamente approvato e svenduto, a solo scopo elettoralistico e clientelare".

 

Eppure nello stesso piano si legge che nel 2001 gli alloggi non occupati nel comune di Badia Calavena erano quantitativamente corrispondenti a quelli occupati (801 i primi e 829 i secondi) e a Selva di Progno addirittura molti di più i non occupati (710) rispetto agli occupati (419). Complessivamente 1511 abitazioni non occupate che potrebbero soddisfare esigenze abitative per oltre 3000 abitanti.

 

Un'allucinazione collettiva di amministratori e progettisti? Errori demografici di statistici inesperti? No – risponde Albi – solo compiacenza per immobiliaristi e costruttori che hanno edificato finora case che restano vuote a distanza di anni e che non hanno altra scelta che chiedere ulteriori finanziamenti alle banche per continuare a costruire, nella speranza che qualcosa succeda. Solo la speranza, infondata, di sindaci che non hanno altro cui appigliarsi per far entrare in cassa un po' di soldi che concedere altri spazi per case fantasma": è questa la pesante accusa del presidente di Legambiente Verona.

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 19 Novembre 2014 21:57

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