Rifiuti tossici a Ronco: acqua non è inquinata

By Novembre 03, 2014 3367 No comment
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Dopo il sequestro della settimana scorsa di un'area di circa 300mila metri quadrati nel cui sottosuolo sarebbero state sepolte tonnellate di rifiuti tossici, a Ronco all'Adige – nella Bassa Veronese – è scattato l'allarme legato alla potabilità dell'acqua. Ma il sindaco rassicura.

I rifiuti tossici infatti, ritrovati vicino ad una fornace che produce laterizi, potrebbero aver inquinato la falda acquifera sottostante l'area, di natura argillosa e quindi facilmente permeabile dalle sostanze inquinanti.


Scarti di fonderie e di cantieri edili non pre-trattati come richiesto dalla legge ma anche scarti di lavorazione provenienti da concerie vicentine: questi alcuni dei rifiuti illeciti rinvenuti a seguito di circa quindici scavi, dai quattro ai 15 metri di profondità.


Secondo le analisi dell'Arpav (l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto), che da circa un anno collaborava all'indagine insieme alla polizia, nella falda sono state riscontrate alte concentrazioni di metalli.


Il sindaco di Ronco all'Adige, Moreno Boninsegna, tuttavia ha tranquillizzato i suoi concittadini con una recente ordinanza, rassicurando sulla "perfetta salubrità" dell'acqua che arriva nelle case attraverso la rete idrica. "Sono stati fatti dei sondaggi in alcune zone del paese ad una profondità di circa tre metri - spiega il sindaco - e sono state rinvenute tracce di inquinanti nelle acque a quella profondità. Tuttavia, non abbiamo ancora riscontri delle analisi condotte dall'Arpav circa l'esistenza o meno di un inquinamento più in profondità, che abbia raggiunto le falde acquifere. È bene comunque tenere controllati i pozzi privati".


La situazione è comunque molto seria. "Avvelenamento dell'acqua, adulterazione di sostanze alimentari, attentato contro la salute pubblica": queste le ipotesi di reato a carico delle dodici le persone indagate, tra cui ex dirigenti del gruppo industriale Stabila-Stabilimenti italiani laterizi Spa - che gestisce la fornace dal 1998.


Essendo una zona di campagna, la preoccupazione maggiore è infatti che l'acqua di pozzi inquinati sia stata utilizzata per irrigare colture locali. E lo smaltimento illecito non sarebbe cosa recente: il deposito di rifiuti tossici, inviati da varie province tra cui Vicenza, Padova, Ferrara, Bologna, Rovigo e Reggio Emilia, pare vada avanti dal 2002.


Intanto l'attività industriale può proseguire (nessuno dell'attuale Consiglio di amministrazione è in effetti indagato) ma il sindaco ci tiene a sottolineare di aver intimato a Stabila la predisposizione di un piano di bonifica e di smaltimento degli inquinanti.

 

 

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Ultima modifica il Lunedì, 03 Novembre 2014 20:02

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