Nuovo cemento anche a San Pietro In Cariano

By Ottobre 02, 2013 2045 No comment
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Cinquecento nuovi appartamenti per un totale di 135 mila metri cubi di cemento. Si tratta del nuovo progetto edilizio sull'area ex Lonardi a San Pietro In Cariano, approvato il 30 settembre dopo un acceso dibattito in consiglio comunale.

Sembra un periodo nero per le cementificazioni: nuove proteste si aggiungono alle proteste già in corso ad Arbizzano (nel comune di Negrar) e a Pestrino-Palazzina (sotto il comune di Verona). È stato molto dibattuto infatti questo nuovo progetto, che secondo i consiglieri di minoranza e numerosi cittadini che hanno affollato la sala consiliare lunedì sera presenterebbe numerose incongruenze e illegittimità.


Per il sindaco Gabriele Maestrelli invece, si tratta di un ottimo piano per "riqualificare una zona degradata", di proprietà privata, la cui destinazione d'uso è stata allo scopo modificata in residenziale. In più, in cambio della possibilità di costruire alloggi, il Comune riceverà 7,1 milioni di euro che dovrebbe utilizzare per realizzare una bretellina dietro Pedemonte. Ma i fondi, secondo alcuni, potrebbero non essere sufficienti per il suo completamento.


Un'altra contraddizione è quella espressa dall'assessore esterno all'urbanistica, Alberto Postal, promotore del nuovo piano edilizio, che ha dichiarato: "Alla fine con questa crisi la nuova lottizzazione difficilmente partirà".


Interessante il caso del consigliere di maggioranza Alessandro Sterza che, al momento di votare, si è dissociato perché "in campagna elettorale era stato promesso: basta cemento", oltre ad esprimere preoccupazione per l'aumento di traffico che sarà inevitabile, con l'arrivo di un migliaio di nuovi residenti.


Mentre il consigliere di minoranza Battistella, esprimendo dubbi sulla trasparenza dell'immobiliare che realizzerà lo lottizzazione e la provenienza dei fondi, ha dichiarato la sua intenzione di presentare ricorso al Tar. La minoranza ha inoltre ricordato con rammarico i piani urbanistici avanzati durante la precedente amministrazione, che aveva ipotizzato realizzare nella zona dismessa delle aree verdi con edifici ad uso comunale o comunque pubblico, come una biblioteca o un centro sportivo e culturale per giovani.


Invece, con la conversione ad uso edilizio, ora emerge anche la preoccupazione per il fatto che le nuove palazzine dovrebbero sorgere a soli 80 metri dalla futura e tanto contestata centrale a biomasse autorizzata a San Pietro In Cariano. Insomma, un nuovo progetto edilizio che sembra portare avanti solo interessi economici immediati, mostrandosi cieco rispetto alle reali conseguenze sulla popolazione e l'uso del territorio.


Contro di esso, già nei mesi scorsi si era scagliata Wwf Veneto, con l'appoggio delle altre principali associazioni ambientaliste del territorio: Italia Nostra, Legambiente, Terra Viva di Fumane, Il Carpino, Valpolicella 2000 e Salvalpolicella. "Nel suo complesso, sarebbe un nuovo piano distruttivo per la Valpolicella".

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 02 Ottobre 2013 12:03

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