La città abbandonata che vuole rivivere grazie ad A.g.i.l.e.

By Ottobre 16, 2014 2507 No comment
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Oltre cinquecentocinquanta spazi per una superficie complessiva di 2.636.570 metri quadrati: è questo il risultato della mappatura dei luoghi in disuso del Comune di Verona, recentemente completata dall'associazione A.G.I.L.E. e disponibile online sul loro sito dal 13 Ottobre. Un modo per sensibilizzare cittadinanza e istituzioni sull'importanza della ricoperta da questi luoghi.

Il progetto è stato realizzato tra giugno 2013 e febbraio 2014, con lo scopo di dare un'identità numerica al fenomeno dell'abbandono ma anche a "le dinamiche di disuso più evidenti, la cui analisi diventa fondamentale per definire una futura strategia di intervento su ampia scala", come sottolineano i promotori dell'iniziativa: un gruppo di giovani che provengono da differenti percorsi formativi (architetti, designers, sociologi, etc.) e che hanno voluto costituire l'associazione A.G.I.L.E. con lo scopo di "stimolare e diffondere l'interesse verso le dinamiche che intervengono sul territorio Veronese, tanto architettonico-urbanistiche quanto sociali".

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L'idea della mappatura è partita da una riflessione: "Uno spazio in disuso è un luogo incompiuto, dove cose nuove possono accadere, 'aggiustando' la città e magari integrandola e trasformandola".


I dati ottenuti portano alla luce un numero importante di luoghi abbandonati all'interno del Comune di Verona, localizzati nel dettaglio all'interno delle varie circoscrizioni del territorio cittadino e consultabili al link http://associazioneagile.wordpress.com/mappatura.


Si tratta di "spazi strategici della città e del territorio – sottolinea A.G.I.L.E. - nei quali è possibile avviare oggi importanti processi di rigenerazione urbana e di promozione di attività culturali e sociali, in un ottica di miglioramento della qualità di vita della comunità". E il cui recupero, aggiungiamo noi, può contribuire a ridurre l'aumento di consumo di suolo che tanti problemi causa all'ecologia del nostro territorio. Il lavoro è appena cominciato: ora sta a tutti noi contribuire a renderlo attivo.

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 16 Ottobre 2014 14:01

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