Italia Nostra alla Soprintendenza: Stop al progetto della ciclopista

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"Assurdo, inutile e distruttivo del paesaggio e dell'ambiente". Così Giorgio Massignan, presidente di Italia Nostra Verona, definisce il progetto della ciclopista del Garda che attraverserebbe il centro storico e il lungolago di Malcesine, sollecitando un intervento della Soprintendenza dei Beni Architettonici e Ambientali per bloccare l'opera.

Italia Nostra si oppone alla realizzazione del tracciato che dovrebbe attraversare viale Roma, inserendo la ciclabile a fianco della strada aperta al traffico, perché per la sua realizzazione è previsto abbattimento di 45 magnolie situate lungo il viale (vedi articolo correlato). "Sono piante sane e rigogliose, nonostante siano lasciate nell'incuria", si spiega nel documento inviato in Soprintendenza.


Inoltre, il secondo tratto di ciclabile che dovrebbe passare sul territorio di Malcesine, quello sul lungolago, è secondo Massignan "in contrasto con gli obiettivi di conservazione della qualità e di rinaturalizzazione delle sponde del Garda, compromettendo il già esiguo spazio disponibile per le spiagge nel territorio di Malcesine". Il presidente di Italia Nostra si riferisce in particolare al troncone di circa due chilometri che da viale Roma arriva a località Sopri.


"Nell'ultima parte del tracciato, quello che attraversa il Lido Sopri - sottolinea Massignan nella nota inviata alla Soprintendenza - la ciclopista dividerà a metà una delle più caratteristiche spiagge di tutto il lago di Garda, causando un rilevante danno all'integrità del paesaggio con conseguenze negative per il turismo estivo". Il progetto prevede infatti la realizzazione di una passerella in legno larga quattro metri, per tutta la lunghezza del tratto in oggetto per una superficie totale di circa ottomila metri quadrati. Questa passerella in legno – evidenzia Massignan – "trasformerebbe totalmente le caratteristiche della scogliera, che verrebbe coperta".


Per Italia Nostra "il progetto in corso di approvazione si può senz'altro definire un'opera che non ha nulla a che vedere con la tipologia della riva del lago di Garda e di Malcesine in particolare. In questo modo - conclude Massignan - il paesaggio del lungolago sarebbe alterato nella sua tipicità, omologandolo a tanti anonimi luoghi di villeggiatura".

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 12 Novembre 2014 18:05

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