Lupo in Lessinia, opportunità da gestire con serietà

By Agosto 26, 2014 2031 No comment
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Il lupo, a rischio estinzione, è tornato a ripopolare la Lessinia ma tornano anche le polemiche sui danni causati nei giorni scorsi ad un allevamento in Lessinia. Una situazione che "va gestita con la testa e non con la pancia": ecco l'intervento del presidente di Legambiente Verona.

Non è passata nemmeno una settimana dall'annuncio della nuova cucciolata di Giulietta, esemplare autoctono, e Slavc, arrivato in Lessinia dalla Slovenia nel 2012: dopo i due cuccioli nati proprio a Ferragosto 2013, è arrivata lunedì scorso la notizia della nuova prolifica cucciolata di undici esemplari, nati presumibilmente in primavera. Una notizia salutata da esperti ambientalisti ed autorità come un evento naturalistico straordinario, che ha portato il branco ad un totale di undici capi.


È di oggi purtroppo la notizia di un incidente che si è verificato a malga Moscarda, vicina a Bocca di Selva, vittime una decina di vitelle, cinque delle quali già morte. Si sarebbe trattato di un addestramento di caccia ma tra l'allevatore e gli abitanti della zona ora regna rabbia e indignazione e la richiesta di allontanare i lupi dalla Lessinia. Anche se, a livello economico, è previsto il risarcimento da parte della Regione per i capi uccisi e per lo smaltimento delle carcasse.


Si tratta di "reazioni istintive – sottolinea il presidente di Legambiente Verona in un comunicato - che nulla hanno a che vedere con una seria attuazione di conservazione e gestione coordinata della presenza dei lupi. L'attenzione e lo studio delle esperienze in Italia e all'estero devono essere indirizzate alla conservazione e coesistenza dei grandi predatori con le attività antropiche".


"Pur condividendo le preoccupazioni dei singoli allevatori nei confronti dei loro animali – prosegue Albi - riteniamo che vada ridiscussa innanzitutto l'eterogeneità e la frammentazione amministrativa nella gestione dei grandi predatori, a partire dal non idoneo accertamento dei danni con procedure eccessivamente complesse e dispendiose per gli stessi allevatori".


È importante sottolineare inoltre, secondo Lagambiente Verona, che "nonostante la presenza del lupo possa determinare un elevato rischio di danno, nelle aree di consolidata presenza del lupo solo in rari casi l'impatto economico delle predazioni è divenuta determinante nella gestione dell'economia aziendale. Nuoce perciò ad una equilibrata politica gestionale del lupo sia la circoscrizione a pochi 'addetti ai lavori' della scelta delle misure da adottare, sia la semplificazione strumentale che si fa del lupo per combattere battaglie di schieramento che non riguardano per nulla la questione lupo".


L'invito è quello di "partire dalle esperienze in atto e dalle conoscenze scientifiche, a prendere seriamente la questione, astenendosi da proclami di deportazione del lupo che consolidano taluni impulsivi consensi locali ma che mal nascondono l'incapacità di gestire il naturale e casuale ritorno dei predatori con le consolidate e importanti attività antropiche che da secoli hanno presidiato e modellato i pascoli nel rispetto di tutte le specie presenti", conclude Lorenzo Albi.

 

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Ultima modifica il Martedì, 26 Agosto 2014 19:30

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