Tav Brescia-Verona-Brennero, cresce opposizione

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Una nuova grande opera incombe su Veneto, Lombardia e Trentino. È il progetto dell'Alta Velocità/Alta capacità Ferroviaria da Milano a Verona e poi da qui al Brennero. Nelle vicine Brescia e Trento sono attivi comitati locali che si oppongono alla sua realizzazione e che stanno organizzando numerosi eventi di sensibilizzazione sul territorio.

L'ultimo incontro si è tenuto a Rovereto sabato 14 giugno: "Tre giorni di dibattito – spiegano gli organizzatori - per approfondire la conoscenza di insidie e false promesse della Tav, a partire da chi ha studiato e conosciuto il suo sviluppo anche in altre zone d'Italia". Ospite infatti è stato Alberto Perino, leader del comitato No TAV Val di Susa che ha raccontato la sua esperienza ventennale di lotta all'alta velocità, ponendosi come esempio utile per i comitati di resistenza al Tav Brennero-Verona per difendere il proprio territorio dalla speculazione.


"I lavori per la faraonica Verona-Monaco sono alle porte – ricorda il Comitato No Tav Trento – e quei cantieri minacciano la vivibilità del nostro territorio da un punto di vista ambientale ed economico, creando danni irreversibili a acque e terreni coltivabili, e incrementando il debito pubblico in modo abnorme senza utili di guadagno (o di utilizzo per la popolazione)". Il coordinamento trentino No Tav sta anche portando avanti la campagna Metro per Metro, che consiste nell'acquisto da parte di singoli cittadini di terreni (un metro quadro a testa) che dovranno essere espropriati per il passaggio della TAV. "I numerosissimi proprietari dovranno essere contattati direttamente dalla Provincia al momento dell'esproprio – spiegano – obbligando così l'Autorità a rendere noto l'inizio dei cantieri, per iniziare così l'opposizione. Siamo già a oltre duecento aderenti ma ne servono molti di più".


Il cantiere dovrà anche attraversare le colline del Lugana del Basso Garda, ricordano i No Tav Brescia, dove "il territorio sarà devastato e oltraggiato in maniera profonda e irreversibile. Due milioni e 245 mila metri quadrati di terreno saranno cementificati facendo perdere per sempre il 20% della produzione dei rinomati vini del Lugana. Inoltre per anni l'intera zona sarà sottoposta a cantieri, traffico pesante , polveri sottili e inquinamento".


Sono previsti 7 km di galleria nel comune di Lonato, sottolineano i No Tav Brescia, che attraverserebbero le colline ad una profondità variabile fino a 30 metri, causando "una barriera al deflusso delle falde sotterranee con problemi di prosciugamento dei pozzi a sud del paese e innalzamenti di falda a nord".

 

In totale, la Tav Milano-Venezia dovrebbe essere lunga 140 chilometri. Il primo tratto fino a Treviglio è già attivo, 29 chilometri per una spesa di 557 milioni di euro. La tratta fino a Brescia invece (58 chilometri, 2.050 milioni di euro) è in lavorazione e dovrebbe essere pronta entro novembre 2016.

Per ora il progetto che riguarda Verona (da Brescia sono 73 chilometri, costo stimato 2800 milioni) è fermo alla fase preliminare del 2003, come pure i 76,5 chilometri della Verona-Padova (per 5.100 milioni di spesa).


Per la maggior parte del suo tracciato, la TAV veronese passerebbe in affiancamento alla ferrovia attuale ma esistono alcuni punti critici come le colline moreniche, il Santurio del Frassino a Peschiera del Garda e il centro di San Bonifacio.


Non ci risulta che esista un Comitato No Tav Verona ma, per la comunanza di intenti, i cittadini e i gruppi interessati sono invitati a contattare il gruppo No Tav Brescia, che organizza per il 7 luglio un incontro di coordinamento in vista di una passeggiata No Tav in programma per il prossimo autunno.


Per informazioni e contatti:

http://notavbs.org   |   http://www.amtt-notav.it

www.notavbrennero.info   |   http://notavtn.blogspot.com

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 17 Giugno 2014 17:42

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