Progetto Funivia a Castelletto, incontro pubblico infuocato

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Il progetto da oltre 50 milioni di euro per la realizzazione di una funivia tra Castelletto e Prada e di un porto turistico ad Acquafresca, nel comune di Brenzone sul Garda, è tornato protagonista martedì sera durante un'affollata assemblea pubblica organizzata da Oscar Simonetti, agricoltore di Campo, con la partecipazione dei circoli locali di Legambiente Verona e Italia Nostra (in rappresentanza anche del Wwf Veneto).

Un incontro particolarmente infuocato perché organizzato negli ultimi giorni di campagna elettorale per l'elezione del nuovo sindaco: proprio questo è emerso come punto critico durante l'assemblea, per le accuse lanciate dal pubblico e dall'attuale primo cittadino di Brenzone, Rinaldo Sartori, di voler strumentalizzare il tema per fini politici.


Il clima si è surriscaldato dopo gli interventi di Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona, e di Giorgio Massignan, presidente di Italia Nostra, che hanno spiegato perché secondo loro il progetto presentato dalla società Technital debba essere fermato, per l'enorme impatto ambientale e naturalistico che il progetto avrebbe su "una delle zone più incontaminate e caratteristiche dell'intero territorio del Garda" (vedi articolo correlato).


Nel suo discorso introduttivo, Oscar Simonetti – organizzatore della serata e promotore già a fine marzo di una raccolta firme contro il progetto (vedi articolo correlato), ha sottolineato come l'ambiente del Garda e del Baldo sia un patrimonio da difendere e valorizzare, contro un modello di sviluppo che vede solo la crescita distruttiva come unica via da percorrere.


Un concetto condiviso da Massignan, che ha aggiunto come "questo progetto rischia di togliere il vero valore aggiunto di questo meraviglioso territorio: la sua unicità. È per questo che così tanti turisti visitano ogni anno il lago di Garda: è un gioiello che va tutelato".
Per il presidente di Legambiente Verona, "si tratta di un progetto basato sulla demagogia e la speculazione - ha evidenziato - l'interesse di fondo dell'azienda proponente è poter costruire ancora attraverso opere compensative".


Ma il sindaco Sartori, in carica ancora per pochi giorni, ha difeso il project financing con la Technital, sottolineando che "oltre alle opere indicate, nel piano non è previsto alcun metro cubo in più di altri edifici e non se ne potranno aggiungere nemmeno in fase di approvazione finale". Sartori ha ribadito come la tutela dell'ambiente sia anche tra i suoi principali interessi: "Inizialmente il project prevedeva una cremagliera con un trenino su rotaie al posto della funivia – ha fatto notare –. Noi abbiamo richiesto, e ottenuto, di sostituirla con l'attuale cabinovia aerea in progetto, meno impattante sul territorio".


All'argomentazione del presidente di Legambiente Verona - che ha sottolineato che il progetto, come tutti i project financing, graverebbe economicamente sulle spalle del Comune nel caso la sua realizzazione saltasse - il candidato sindaco Tommaso Bertoncelli ha risposto che proprio martedì scorso Technital ha precisato in una lettera che le spese sostenute (che ammontano a oltre un milione di euro) non graveranno sul Comune ma saranno interamente a carico del proponente, così come le spese su progettazione definitiva ed esecutiva.

 

L'altro candidato sindaco, Davide Benedetti, si è invece dichiarato contrario al progetto, che ha definito "un'opera faraonica sproporzionata per il bilancio del Comune e senza senso". Il progetto della funivia quindi è particolarmente controverso e dibattuto, e forse determinerà l'esito della campagna elettorale. Vedremo come finirà.

 

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Ultima modifica il Giovedì, 22 Maggio 2014 13:46

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