Contro la nuova aggressione al territorio gardesano

By Maggio 05, 2014 2271 No comment
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Le tre principali associazioni ambientaliste veronesi sono unite contro il nuovo progetto che prevede la realizzazione di un impianto di risalita Castelletto-Prada, con relativi parcheggi e nuovi snodi e intersezioni con la SR gardesana, oltre ad un nuovo porto a Brenzone per 200 imbarcazioni.

Dopo la lettera inviata a fine aprile da Italia Nostra sezione di Verona e WWF Verona alla Regione Veneto, alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto e al Comune di Brenzone sul Garda, oggi anche il presidente di Legambiente Verona ha inviato una nota per esprimere la disapprovazione dell'associazione riguardo al nuovo progetto. "Un imponente intervento – lo definisce Lorenzo Albi – che intende pretestuosamente risolvere inesistenti esigenze delle comunità locali, in realtà alimentato esclusivamente da un mercato speculativo che porterà con sé elevatissimi costi economici e ambientali a carico dell'intera comunità".


Dagli obiettivi riportati a sostegno del progetto (maggiori possibilità di attracco, un sistema economico (...) catalizzatore per eventuali futuribili espansioni, la risposta alle (...) nuove generazioni che chiedono un servizio che non gli può essere negato), "sembrerebbe che esso sia indispensabile per rilanciare un'economia depressa in un'area arretrata e sottosviluppata con una condizione giovanile da terzo mondo - spiega Albi -. Al contrario stiamo parlando di un comune rivierasco gardesano che, pur avendo poca disponibilità di suolo utilizzabile, ha 400mila presenze turistiche all'anno, che provocano una perenne situazione di congestione stradale e una rilevante capacità ricettiva con alberghi e campeggi che occupano buona parte della costa disponibile. Tutto questo in un contesto ad altissimo valore ambientale le cui potenzialità di produrre un turismo 'ecologico' sarebbero straordinarie. Infatti la superficie comunale (3.053 ha) per il 68,3% è occupata da boschi (2085 ha), di cui il 57,2% arricchiti da Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) che ne confermano un elevato valore aggiunto e che, al contrario, vengono vissuti speculativamente come punti di debolezza".


Un progetto destinato ad attirare nuovo traffico e nuove criticità, sottolinea Albi, tra l'altro incomprensibile per la competitività che si vuole attivare con il Comune di Malcesine, dove da molti anni esiste un impianto del tutto uguale a quello previsto. L'entroterra del territorio di Brenzone, concordano Italia Nostra e WWF, "rappresenta, a tutt'oggi, una delle zone più incontaminate e caratteristiche dell'intero territorio lacustre", mentre il progetto favorirebbe un turismo di massa che non è in grado di sostenere.


"Anche il modo prescelto del project financing, affidato alla società Technital S.P.A. già tristemente nota a Verona) dimostra il profilo speculativo del progettato intervento", insiste Albi, assicurando al concessionario la gestione e quindi ricavi sicuri per i prossimi 42 anni. "Proprio nella nostra regione – affermavano Italia Nostra e WWF, questo sistema ha già creato parecchi problemi, e anche in questo caso prevede una cospicua penale a carico del Comune di Brenzone sul Garda, se la mancata realizzazione non fosse imputabile al proponente".
Mentre il beneficio pubblico sarebbe dato da "solo nove nuovi posti di lavoro previsti (gli addetti alla gestione e manutenzione degli impianti): un'assurdità - secondo Albi - dato che la controparte è l' "aggravio della congestione in fase di mobilità, il peggioramento della qualità dell'aria e soprattutto la perdita di paesaggio, indiscussa vera ricchezza locale".

 

C'è inoltre la minaccia della nuova strada mediana, fanno notare Italia Nostra e WWF: "Un'arteria viabilistica che, correndo a circa trecento metri dalla riva del lago, taglia orizzontalmente tutta la dorsale del monte Baldo. Le conseguenze che una tale infrastruttura causerà sul territorio sono molte e gravi. Innanzitutto quella di interrompere il naturale scorrimento delle acque, con pericolose conseguenze per la sicurezza del territorio".

 

"La sostenibilità - conclude il presidente di Legambiente Verona - consiste nel garantire alle future generazioni quanto ci è stato garantito dai nostri padri, e non la si ottiene sottraendo paesaggio e lasciando in eredità un altro debito".

 

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Ultima modifica il Lunedì, 05 Maggio 2014 21:08

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