Ambiente, etica e territori in Arena di Pace 2014

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Investire sulla protezione dell'ambiente e su politiche sociali legate ai territori, utilizzando i fondi risparmiati dal disarmo e dalle mancate spese militari. Lo ha chiesto a gran voce un'Arena di Pace gremita di oltre 13.000 persone da tutta Italia e di ogni età, riunite venerdì 25 aprile scorso insieme alle più diverse associazioni, non solo religiose e pacifiste.

Un evento che torna a riempire il principale monumento della città scaligera dopo 11 anni di interruzione dai tradizionali raduni che si sono svolti annualmente negli anni '80 e '90. Un ritorno di cui si è sentita l'esigenza concreta e che con un'iniziativa concreta vuole ripartire, come ha spiegato il coordinatore dell'organizzazione tra associazioni Mao Valpiana, presidente del Movimento Non Violento.


"Con la giornata di oggi lanciamo la campagna Difesa civile 2014: una raccolta di firme per la presentazione di una Legge di Iniziativa Popolare da sottoporre al Parlamento per promuovere l'istituzione di un Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta", ha gridato Valpiana dal palco dell'Arena. Tra le politiche richieste, il potenziamento del Servizio Civile "che in questi hanno ha coinvolto milioni di giovani a servizio della collettività", e della Protezione Civile, "di cui abbiamo grande bisogno per la grande fragilità del territorio e dell'ambiente italiano.


Si è trattato di una ricca manifestazione in cui grandi personalità pubbliche si sono alternate alla musica di artisti impegnati come i Farabrutto, Pippo Pollina, David Riondino e – nel gran finale – Simone Cristicchi ed Eugenio Finardi.


Tra le testimonianze più significative, quella di padre Alex Zanotelli, il missionario comboniano che ha ribadito l'assurdità di un sistema finanziario che crea una disparità sempre più accentuata tra la ricchezza di pochi e la povertà di molti. "No alle armi, sì alla vita: il governo deve investire su politiche sociali, non sulla morte", ha sottolineato, ricordando come il 20% della popolazione mondiale consuma da sola il 90% delle risorse economiche.


Dopo don Luigi Ciotti, che ha ricordato l'importanza di un'informazione seria e non di parte ("perché solo così si ha vera libertà"), di ambiente hanno parlato anche Marzio Marzorati di Legambiente e don Albino Bizzotto, il sacerdote vicentino che sostiene l'impegno dei Comitati civici contro le grandi opere pubbliche, famoso nel nostro territorio per aver lanciato il "Digiuno per l'Ambiente". E proprio contro il consumo di territorio si è concentrato lo scorso 25 aprile: "Settecento chilometri quadrati di suolo italiano sono stati coperti dal cemento negli ultimi 3 anni, con Veneto e Lombardia a detenere il triste primato", ha evidenziato.


Con Gad Lerner e Maurizio Landini (delegato del sindacato FIOM-CGIL) si è parlato di lavoro e riconversione industriale. Mentre Renato Accorinti, sindaco di Messina, ha affascinato il pubblico con un appassionato richiamo alle politiche dal basso, perché "il cambiamento deve partire dalla gente: le crisi non vengono a caso e qualche volta dalle crisi nascono le cose migliori".


Nella mattinata, nel corso di una la conferenza stampa coordinata dal Movimento per la Decrescita Felice di Verona, si è cercato di spiegare cosa è concretamente possibile fare con i fondi risparmiati dalle spese militari. E così sono emersi chiaramente i settori su cui bisognerebbe concentrare le forze: agricoltura biologica e locale, cibo buono e giusto, iniziative sociali, alternative alle grandi opere, efficientamento energetico e bioeconomia. Dimostrando che un'economia etica è possibile.

 

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Ultima modifica il Lunedì, 28 Aprile 2014 17:35

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