Verona sepolta dallo smog: "Basta, ci avete rotto i polmoni"

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Pm10 alle stelle, con medie due volte superiori ai limiti di legge. È questo il risultato dei dati rilevati nei tre giorni scorsi a Verona dalla campagna Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane (vedi articolo correlato), presentati questa mattina in conferenza stampa.

Non solo il Pm10 è costantemente "fuorilegge", ma lo sono anche il Pm2,5, la frazione di polveri più dannose per la salute, e il benzene. Il monitoraggio è stato effettuato dal Laboratorio Mobile di Italcertifer, per 72 ore consecutive, in via Scopoli (zona fiera). Oltre ai valori del PM10, sono state raccolte informazioni sulle concentrazioni nell'aria di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono. "Le condizioni di spiccata stabilità atmosferica, caratterizzate da alta pressione, temperature oltre la media stagionale, venti deboli, sono state favorevoli all'accumulo ed al ristagno degli inquinanti negli strati più bassi dell'atmosfera", ha spiegato Stefano Sofia, incaricato del laboratorio mobile qualità dell'aria di Italcertifer.


Per protestare contro la criticità della situazione, questa mattina i volontari di Legambiente hanno manifestato sotto la sede del Palazzo Municipale di Verona, al motto di "No allo smog, ci avete rotto i polmoni".


L'obiettivo è chiedere all'amministrazione comunale di attuare azioni immediate per tutelare la salute dei veronesi. Appello rilanciato anche alla Regione, di cui preoccupa - riferisce il comunicato - l'incapacità di governare il sistema e le necessità di trasporto, soprattutto su ferro. Da qui la richiesta di destinare almeno il 5 per cento del bilancio regionale agli investimenti per il trasporto pubblico pendolare.


"I dati presentati oggi descrivono una situazione critica ma di certo non nuova, soprattutto in Veneto e in generale nell'area padana, descritta anche nel report europeo sulla qualità dell'aria come una delle aree più critiche a livello comunitario", ha sottolineato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente.

Legambiente-Treno Verde2014-Verona


I volontari del Treno Verde hanno condotto inoltre diversi monitoraggi itineranti, passeggiando per le vie della città grazie a uno strumento, messo a disposizione da Italcertifer, in grado di rilevare in tempo reale le concentrazioni nell'aria delle polveri sottili, simulando, quindi, i livelli di inquinamento che si "respirano" passeggiando in città. Il monitoraggio itinerante è stato realizzato nella giornata di ieri nei quartieri Centro, Veronetta, Borgo Roma e Fiera. Nelle tre ore mattutine (dalle 10 alle 13) si è registrata una media oraria di PM10 pari a 113 microgrammi al metro cubo la prima ora, 106 µg/m3 la seconda e 118 µg/m3 la terza. Nel pomeriggio, invece, (dalle ore 16 alle 19) le medie orarie sono state di 107, 104 e 100 µg/m3. Tutti valori superiori al limite, fissato giornalmente a 50 µg/m3.


Livelli allarmanti che stanno diventando una costante a Verona. In questi primi tre mesi, ci sono stati già 18 giorni di superamento (al 17 marzo) nella centralina in località Cason e 17 in quella a Borgo Milano del limite massimo di 50 µg/m3 come media giornaliera da non superare per più di 35 giorni nel corso dell'anno solare.


Critico l'intervento di Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona, che ha fatto notare come "nessuna misura significativa è mai stata presa per far fronte al costante superamento dei limiti e agli allarmi espressi da più fonti mediche e dallo stesso Dipartimento per la Prevenzione dell'ASL 20 di Verona. Il sindaco e la giunta municipalesono stati finora sordi a qualsiasi richiamo. Anche la più semplice delle idee è stata derisa dai nostri amministratori, come ad esempio il blocco delle auto che, per quanto misura tampone, rappresenta almeno un primo segnale alla popolazione. Servono immediatamente interventi più ampi e strutturali, dal contrasto all'auto privata al rilancio del trasporto pubblico, che deve essere appetibile per i cittadini tramite l'estensione delle corsie preferenziali e un'adeguata offerta dei km percorsi".


Il tema della mobilità va affrontato seriamente non solo a Verona ma in tutto il Veneto. "La lotta allo smog si attua in primo luogo con il governo della mobilità, che deve mettere al bando i mezzi più inquinanti e favorire il ricorso al mezzo pubblico – ha dichiarato Gigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – Purtroppo non vi è nessuna politica dedicata ad intercettare nuovi utenti e anzi siamo di fronte ad una palese incapacità di governare il sistema e le necessità di trasporto".

 

Ma a quanto pare non sono solo i polmoni dei veronesi a subire la peggio. I rilevamenti del laboratorio mobile del Treno Verde, infatti, testimoniano una situazione da tenere sotto controllo anche per quanto riguarda l'inquinamento acustico, in particolare durante le ore notturne. Anche in questo caso causato principalmente dal traffico automobilistico.

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 19 Marzo 2014 21:16

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