Sandrà contro la nuova discarica in centro paese

|| || ||

Un centinaio di cittadini di Sandrà e dintorni si sono riuniti martedì scorso per opporsi alla realizzazione di un impianto per il trattamento e il recupero di rifiuti, che potrebbe essere costruito a pochi metri dalla zona, precisamente vicino al centro storico della frazione.

La Provincia si esprimerà venerdì 21 aprile sulla valutazione di impatto ambientale dell'impianto, che nel frattempo ha già ottenuto il via libera del Comune.


Gli abitanti delle zone circostanti si sono riuniti per raccogliere le loro osservazioni critiche al progetto, da presentare in Provincia, con il parere degli avvocati Franco Zumerle e Fausto Scappini di Verona.


L’intervento consiste nella realizzazione di un impianto di frantumazione inerti e di realizzazione di calcestruzzi e precisamente comporta il riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche, le operazioni preliminari precedenti al recupero, incluso il pretrattamento (cernita, frammentazione, compattazione, pellettizzazione, essicazione, triturazione, condizionamento, ricondizionamento, separazione, raggruppamento e messa in riserva di rifiuti).


Molte le zone d'ombra del progetto, che porterebbe in una zona agricola altamente vocata un impianto per il recupero di rifiuti in grado di trattare 73.000 tonnellate di inerti l'anno, comportando il passaggio di 32 camion al giorno sui terreni limitrofi, che si compongono di coltivazioni a olivo e vite, allevamenti, attività agrituristiche, un centro ippoterapico e un apicoltura biologica.


Mentre la normativa regionale e provinciale prescrive che simili impianti siano preferibilmente installati in zone di cava (L.R. 3/2000) e che le zone di connessione agricola siano preservate e valorizzate, questo progetto, inspiegabilmente, va avanti. Anzi il Comune che ha aumentato, nel dicembre 2016, le soglie di rumorosità per la zona dal livello 2 al livello 5 (per capire la portata dell'aumento basti pensare che il livello di rumorosità 4 consente l'installazione di un'autostrada) così da consentire l'installazione del centro di trattamento e recupero.


L'impianto, poi, fronteggerebbe direttamente (con tutti i rumori e le polveri conseguenti le attività di stoccaggio, frantumazione e betonaggio) una pista ciclabile da poco realizzata dal Comune di Castelnuovo.


I cittadini contestano anche la qualificazione dell'impianto, che si presenta come un centro di trattamento e recupero di inerti non pericolosi ma, al contempo, include un impianto di betonaggio, attività classificata come insalubre di prima classe a mente del Testo Unico delle Leggi Sanitarie.


Inoltre, anche se formalmente si tratta di un impianto fatto per il recupero di inerti non pericolosi, l’elenco delle sostanze smaltibili (tra cui sembra siano inclusi anche piombo e altri metalli pesanti) preoccupa molto i cittadini anche per le possibili contaminazioni di questi materiali con altre sostanze inquinanti.


Ad aggravare la preoccupazione dei cittadini è poi il fatto che la ditta che propone di realizzare l'impianto pare possedere anche due delle cave di appoggio della TAV su Verona, quindi la preoccupazione maggiore dei cittadini è che il materiale per la TAV possa venire smaltito e recuperato proprio nell'impianto di Sandrà.


Al termine dell'incontro sono state raccolte circa 100 firme per presentare in Provincia un’osservazione critica comune al progetto ed al suo impatto sull'ambiente.

 

Vota questo articolo
(0 Voti)
Ultima modifica il Venerdì, 21 Aprile 2017 13:26

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Segnalazioni

Hai un evento, una buona pratica o una situazione critica da segnalare?

Scrivici a redazione@veronagreen.it

Ti ricontatteremo al più presto per pubblicare un articolo.