Anche Greenpeace denuncia emergenza Pfas in Veneto

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"L’acqua del Veneto non ce la beviamo" titola la pagina web della campagna lanciata dell'organizzazione ambientalista per denunciare la contaminazione da PFAS delle acque che giungono ogni giorno, direttamente o indirettamente, nelle case di ben 350.000 abitanti, determinando una vera emergenza sanitaria.

La denuncia di Greenpeace è chiara: la regione Veneto ha scelto di ignorare questa crisi ambientale, mettendosi invece dalla parte delle industrie locali e innalzando le soglie dei limiti consentiti per legge di queste pericolose sostanze chimiche.


"Se in Veneto venissero applicati gli stessi limiti di PFAS nelle acque potabili adottati in altre nazioni, in molti comuni la fornitura d’acqua potabile verrebbe immediatamente sospesa", leggiamo nella pagina della petizione online: un dato che sintetizza la realtà dell'emergenza.

 

Una situazione di grave inquinamento già denunciata nel 2013, quando una serie di ricerche rilevò contaminazione da Pfas nei fiumi e nelle acque potabili di una vasta area compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova (leggi nostri articoli precedenti).


Nonostante siano dimostrati i gravi rischi per la salute dei cittadini correlati a questo tipo di inquinamento, le istituzioni non hanno ancora stabilito a livello amministrativo alcun tipo di sanzione per gli inquinatori, ma hanno anzi continuato ad innalzare i limiti consentiti, che sono oggi tra più alti al mondo.


Greenpeace scende in campo per chiedere alla regione Veneto lo stop immediato degli scarichi di Pfas nelle aree contaminate, di adeguare i limiti di sicurezza per la presenza di PFAS nell'acqua potabile a valori restrittivi adottati da altri paesi europei e di censire gli scarichi per individuare i responsabili dell'inquinamento.


Inoltre, in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua che si celebra oggi 22 marzo in tutto il mondo, Greenpeace ha annunciato di aver chiesto a numerose scuole primarie dell’area del Veneto contaminata da Pfas (sostanze perfluoroalchiliche), di poter raccogliere e analizzare campioni di acqua potabile per verificare la presenza di queste sostanze. La richiesta è stata inviata ai dirigenti scolastici di oltre trenta scuole primarie, situate in aree con differente grado di contaminazione nelle province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo.


“Nelle scorse settimane – rivela l’associazione - abbiamo ricevuto richieste da parte di molti genitori di effettuare analisi indipendenti per verificare la presenza di Pfas nelle acque potabili delle scuole frequentate dai loro figli, in un diffuso clima di sfiducia verso le istituzioni regionali” - dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia - Greenpeace ritiene necessario garantire una tempestiva e chiara informazione ai cittadini, pertanto confidiamo in una risposta positiva da parte dei dirigenti scolastici. Accedere ad acqua sicura e non contaminata è un diritto di tutti che va difeso e tutelato, soprattutto per le fasce di popolazione esposte a maggiori rischi come i minori”, conclude Ungherese.

 

Anche tu hai la possibilità di aiutarci a denunciare e fermare questo grave caso di inquinamento aggiungendo la tua firma a questo link: www.greenpeace.org/italy/stop-pfas-veneto.

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 22 Marzo 2017 15:45

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