Inquinamento a Verona: le misure che non ci sono

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Sarebbe la morfologia della Pianura Padana a rendere inevitabile l'inquinamento dell'aria a Verona. È la posizione dell'amministrazione comunale, come risulta da recenti articoli di stampa, criticata dal Comitato Verona Sud che in un recente comunicato torna a far sentire la sua preoccupazione.

"I continui sforamenti dei limiti della concentrazione degli inquinanti, straordinari per quantità, sono ormai riconosciuti da tutte le fonti scientifiche come causa di patologie croniche e di migliaia di morti premature – fa notare il Comitato nella sua nota stampa – Questi avrebbero dovuto indurre l'amministrazione comunale a mettere in atto delle misure per migliorare la qualità dell'aria e la vivibilità almeno dei quartieri più penalizzati dal traffico, come borgo Roma, le Golosine e santa Lucia - e non limitarsi a ripetere che il tutto è dovuto alla morfologia della Pianura Padana".


Invece l' amministrazione – denuncia il Comitato – "lascia nel cassetto qualsivoglia seppur minima misura di riduzione dell'inquinamento, peraltro previste dal piano di azione per la qualità. In più borgo Roma ci sentiamo presi in giro una volta di più, visto che abbiamo visto solo qualche briciola dei 27 milioni di euro investiti da Esselunga per il nuovo punto vendita in fase di ultimazione tra Viale dell'Industria e Viale del Lavoro".


L'indignazione del Comitato è data anche dal fatto che anche il fondo di 165 mila euro ricevuto dal Comune per piantare oltre 2000 nuovi alberi nel nostro territorio "sono stati destinati ad un'area che era già a verde", a ridosso del Forte Gisella al confine con la cava Ca' Facci di Madonna di Dossobuono. "Non si tratta - come dichiarato dall'assessore ai giardini Gigi Pisa - di una zona che ha visto un moltiplicarsi di edifici che ne hanno cambiato il volto. Questo dimostra quanto l'amministrazione sia attenta ai veri cambiamenti urbanistici della città", sottolinea il comitato.


"Sarebbe stato più logico – incalza il Comitato – destinare i 2200 alberi (che invece andranno piantati in mezzo alla campagna) alla rigualificazione dell'Arsenale. Invece ci chiediamo perchè sia stato giudicato impossibile il cambio di destinazione d'uso dei comparti 1 2 e 3 del PRUSTT, adducendo problemi di bilancio, mentre 45 milioni di euro del bilancio previsionale sono stati spostati (togliendo risorse a ben più importanti manutenzioni ordinarie a scuole, strade e maciapiedi) a garanzia dello scellerato progetto di project financing dell'arsenale".

 

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Ultima modifica il Venerdì, 10 Febbraio 2017 12:00

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