Lazzaretto di Verona, verso il recupero e la riqualificazione

By Gennaio 25, 2017 1228 No comment
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I primi risultati delle ricerche condotte sul Lazzaretto di Verona sono state presentate venerdì 20 gennaio a Palazzo della Gran Guardia a Verona dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e dall'Università degli Studi di Verona, con il patrocinio del Comune.

Il 10 giugno 2015 FAI e Università hanno siglato un accordo triennale finalizzato all'approfondimento della conoscenza del monumento cittadino, in vista del suo recupero, il cui progetto era stato affidato dal Comune al FAI il 3 ottobre 2014, con l'obiettivo di riqualificare un'area della città oggi isolata e degradata e di restituire ai Veronesi un monumento che appartiene alla loro storia, immerso in un angolo di paesaggio rurale e naturale intatto a pochi minuti dal centro.

 

L'incontro ha previsto le brevi relazioni dei ricercatori dell'Università: dal paesaggio naturale e storico del Lazzaretto alla sua utilità sociale durante la peste, fino all'utilizzo in epoca moderna e al suo inserimento nel contesto paesaggistico del Parco dell'Adige Sud.

 

L'incontro non è stato solo un viaggio nella storia, ma anche un'occasione per raccontare il profondo legame che unisce la città a questo luogo del cuore, che evoca momenti drammatici della sua vita. Il Lazzareto infatti è stato protagonista dell'epidemia di peste che ha colpito Verona nel 1630, decimando due terzi della popolazione cittadina.

 

Il progetto di ricerca ha coinvolto un gruppo di docenti e di giovani ricercatori, alcuni dei quali finanziati con borse di studio messe a disposizione dal FAI e che in questa sede presentano una prima sintesi dei risultati. L'obiettivo è di costruire un patrimonio di conoscenza sul Lazzaretto e il suo paesaggio, per la redazione di un progetto di restauro e valorizzazione che sia capace di esprimere al meglio identità e potenzialità di questo luogo e che sia dunque fondato su una conoscenza preliminare approfondita, originale ed esaustiva del monumento e del suo contesto, per trasformarlo in un fulcro di interesse sociale e culturale per la cittadinanza.

 

L'incontro è stato dunque l'occasione per ripercorrere il passato del Lazzaretto, perché proprio in quel passato si trova il valore su cui si baserà la costruzione del suo futuro. Il FAI, che ha avviato non senza difficoltà i primi interventi per la pulitura e il ripristino dell'area, intende con questo incontro, grazie alla collaborazione di Università e Comune, appassionare ancora di più la città a un monumento che le appartiene, per suscitare nella cittadinanza la partecipazione attiva alle sue complesse sorti e al suo domani.


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Il Lazzaretto, progettato dall'architetto Michele Sanmicheli - il più grande d'Italia dopo quelli di Milano Venezia - è stato costruito tra il 1549 e il 1628 per ospitare i malati contagiosi in una sede isolata ma vicina al centro di Verona. Nel 1630, quando scoppiò in città un'epidemia disastrosa di peste, arrivò ad accogliere fino a 5000 malati. La struttura fu utilizzata in seguito come ospedale militare durante la campagna napoleonica e successivamente come deposito di polveri e munizioni, le stesse che ne causarono la quasi totale distruzione in occasione di una violenta esplosione, avvenuta il 20 maggio del 1945, in cui persero la vita almeno 30 persone.

 

Il FAI ringrazia la Fondazione Cariverona per il significativo contributo alla realizzazione dei primi interventi di restauro e di bellica.riqualificazione. Grazie anche a Banca Popolare di Verona - Banco BPM SpA per il contributo per la bonifica.

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 25 Gennaio 2017 19:36

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