Polemiche sul bando Giarol Grande: "Venga ritirato"

By Settembre 15, 2016 968 No comment
|| || ||

Dopo mesi di attesa, l'8 agosto scorso il Comune di Verona ha pubblicato il bando per l'assegnazione del fondo rustico "Giarol Grande". Molte però le criticità che emergono dal progetto che dovrebbe affidare la gestione dell'area verde, come sottolineano l'omonimo Comitato, Legambiente Verona ed anche il Pd.

La concessione precedente del Parco Urbano e fattoria didattica con coltivazione biologica del fondo agricolo localizzata tra Porto San Pancrazio e San Michele Extra era scaduta a febbraio 2016: per più di sei mesi l'area è stata affidata alla custodia del vecchio gestore (la Cooperativa 8 Marzo) che tuttavia ha svolto un presidio molto blando, come più volte denunciato dal Comitato Giarol Grande.


"Probabilmente il mese di agosto non è il più adatto per far uscire un bando di tale interesse pubblico e favorirne la partecipazione, considerando anche che la scadenza è il 22 settembre, esattamente 45 giorni dopo la pubblicazione", incalza per iniziare Vittorio Tonolli, presidente del Comitato.


Affitto troppo alto
Ma le maggiori obiezioni al testo pubblicato dal Comune di Verona sono di ben altra entità. Per prima cosa l'entità del canone annuo richiesto al nuovo affittuario: ben 54.000 euro annui per 20 ettari, "una cifra " fuori mercato" secondo il Comitato, a cui vengono peraltro attribuiti l'ottanta per cento dei punti dal bando. Nel veronese per un ettaro senza coltivazioni impiantate (viti, ulivi, frutteti) una cifra ragionevole è di 500 euro all'anno, a cui potremmo aggiungere un affitto mensile di 1000 euro per gli edifici. In totale fanno 22.000 euro all'anno, cifra ben distante dalla base d'asta proposta dal Comune.


Nessuna possibilità di investire
Altra problematica è legata alla durata della locazione: solo nove anni, periodo che limita di molto l'interesse a realizzare investimenti. "Impiantare un frutteto o trasformare le strutture per aumentarne la redditività sono investimenti sicuramente in perdita in un periodo così breve", fa notare il Comitato.
Inoltre il bando prevede che il Comune possa recedere il contratto con 6 mesi di preavviso per esigenze di pubblico interesse non meglio specificate.


Niente biologico
Si pensava che il nuovo bando avrebbe confermato l'indirizzo di gestione già presenti nella precedente gara del 2006, che anticipava gli orientamenti della recente legge (n. 141/2015) in materia di agricoltura sociale. Invece il nuovo bando non fa alcun riferimento all'agricoltura biologica, limitandosi a dire che il fondo andrà coltivato secondo le buone norme dell'agronomia. "Via libera quindi ad agricoltura intensiva, uso di pesticidi e diserbanti, in un'area a ridosso dei centri abitati, molto frequentata da sportivi, bambini e cittadini desiderosi di un po' di verde?", denuncia preoccupato il Comitato.


Attività sociali e didattiche?
A dispetto della precedente assegnazione, il bando attuale non richiede nessuna attività sociale o didattica obbligatoria per il vincitore. Il 20% del punteggio è assegnato a progetti sociali, come l'inserimento lavorativo di persone in situazioni di fragilità o svantaggio sociale oppure attività di tirocinio. Il progetto educativo/didattico, invece, è molto generico: si parla di spazi dedicati ad attività di socializzazione e animazione, sostegno alla genitorialità, spazi di co-working e co-learning collegati a progetti di reinserimento socio lavorativo, laboratori in ambito ambientale e orti biologici. Qualche buono spunto in questa parte ci sarebbe ma vale solo il 10% del punteggio totale e soprattutto non è vincolante.


"Siamo abbastanza convinti che il bando andrà deserto – denuncia il Comitato - e il rischio che si paventa per il futuro è di un nuovo periodo di abbandono, che si potrà tradurre in possibili atti vandalici all'edificio e alla conseguente perdita di valore dello stesso".


Ma la soluzione ci sarebbe.
Il Comitato Giarol Grande propone infatti di dividere in due il fondo, affittando la zona agricola di circa 20 ettari ad un agricoltore con la prescrizione di rispettare i criteri di coltivazione biologica.
Gli edifici residenziali, con gli annessi portici e stalle, orto, frutteto e prato antistante la casa, dovrebbero invece essere assegnati attraverso la definizione di un nuovo bando in cui abbiano prevalenza gli aspetti sociali, didattici e servizi legati alla cittadinanza.


Della stessa opinione anche l'associazione Legambiente Verona, che già il 9 agosto si è espressa con un comunicato in cui denunciava l'inadeguatezza del nuovo progetto e chiedeva anche alla Giunta Comunale di ritirare immediatamente il bando e di rivederne il testo.
"A nulla è servito il riconoscimento del valore ambientale del Giarol Grande per la formazione del Parco dell'Adige – sottolinea l'associazione - Il nuovo bando dovrebbe privilegiare la fruizione pubblica del bene agricolo, rilanciando l'idea della fattoria didattica, sulla quale è imperniato il progetto "Giarol Grande", con un progetto che privilegi la multifunzionalità della struttura agricola, fondata sulla coltivazione biologica che favorisca l'occupazione giovanile in agricoltura".


Tra i più recenti intervenuti sulla questione Giarol Grande, anche Michele Bertucco, capogruppo del Partito Democratico veronese, che ha presentato una mozione per richiedere un consiglio straordinario per discutere la proposta di ritirare il bando di gara. "Non resta in piedi nulla della precedente progettualità, con particolare riguardo alle coltivazione biologica, all'educazione e alla didattica – fa notare Bertucco – Chiediamo che il bando venga riproposto privilegiando la fruizione pubblica del Fondo Rustico "Giarol Grande" inserito nel Parco dell'Adige, rilanciando l'idea della fattoria didattica e favorendo la multifunzionalità (didattica, sociale, ambientale) della struttura agricola, fondata sulla coltivazione biologica. È anche una questione di valorizzazione del sistema di parchi, mura e forti che caratterizzano Verona".

 

Vota questo articolo
(0 Voti)
Ultima modifica il Lunedì, 13 Febbraio 2017 18:41

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Segnalazioni

Hai un evento, una buona pratica o una situazione critica da segnalare?

Scrivici a redazione@veronagreen.it

Ti ricontatteremo al più presto per pubblicare un articolo.