Consumo di suolo, Verona prima in Veneto

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Una recente ricerca della società Theorema, commissionato da Confartigianato Veneto, ha evidenziato il triste primato della nostra provincia, con il 20% del totale urbanizzato dell'intera regione. Proprio mentre la Camera approva il disegno di legge sull'uso del suolo, già al centro di polemiche da parte di ambientalisti ed esperti urbanisti veronesi.

In Italia si consuma ogni giorno una superficie agricola pari a 80 campi di calcio. Il 90% dei Comuni italiani è considerato ad elevato rischio di frane ed alluvioni. Dal 2012 sono stati cementificati 80mila ettari di suolo agricolo (dati ISPRA).


È questa la fotografia del consumo di suolo in Italia, un fenomeno preoccupante che necessita di essere limitato al più presto. Un fenomeno che ci coinvolge da vicino, con la provincia di Verona prima in Veneto per urbanizzazione.


A spiccare tra i comuni veronesi è San Giovanni Lupatoto, con una percentuale di cementificazione del territorio del 35% e terzo classificato tra tutti i comuni veneti.


La nostra regione è inoltre al secondo posto in Italia, seconda solo alla Lombardia, per aree cementificate, con un totale di 1.744 chilometri quadrati (il 9,6% del totale).


Il disegno di legge sul consumo di suolo, approvato alla Camera il 12 maggio, giungerebbe quindi a fagiolo, se non fosse che "gli emendamenti inseriti hanno trasformato quella che poteva essere una legge importante in un pericoloso avviso agli speculatori di affrettarsi a presentare i loro progetti di edificazione prima che la stessa legge entri in vigore". È quanto fa notare Giorgio Massignan, esporto di urbanistica di Verona ed ex presidente dell'associazione Italia Nostra.


L'Italia, che ha un consumo di suolo tra i più elevati in Europa, vorrebbe con questo provvedimento uniformarsi al resto dell'Unione. In Germania ad esempio una legge sul consumo del suolo, voluta dal cancelliere Helmut Kohl, porterà progressivamente entro il 2020 il consumo di suolo a zero.


"Con il nuovo disegno di legge, l'Italia si è posta l'obiettivo del 2050 – fa notare Massignan - data molto, troppo lontana: in 34 anni il nostro terreno agricolo rimasto sarà insufficiente, sia per l'economia agricola che per la tutela del paesaggio. Già ora la produzione di alimenti proveniente dall'agricoltura è inferiore al nostro fabbisogno nazionale".


Secondo il testo approvato nei giorni scorsi inoltre, che dovrà passare al vaglio del Senato, il consumo del suolo sarà consentito solo nei casi in cui non vi siano alternative nella rigenerazione e riuso delle aree già urbanizzate. "Con quali criteri oggettivi saranno definite queste zone non ci è dato conoscere e sarà di conseguenza doveroso trovare un metodo di attento ed oggettivo controllo", sottolinea Massignan.


"Ma l'emendamento più grave e pericoloso – conclude Massignan - è quello che permette a coloro che abbiano presentato i piani urbanistici attuativi prima dell'entrata in vigore della legge, di evitare i vincoli al consumo del suolo previsti dalla legge stessa. Questo emendamento darà inizio al solito fenomeno di presentazione di richieste ad edificare in previsione dell'entrata in vigore della legge, rischiando così di accelerare ed aumentare il consumo del suolo, rendendo vani gli obiettivi a cui puntava all'inizio la stessa legge".

 

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Ultima modifica il Lunedì, 16 Maggio 2016 19:39

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