Biomonitoraggio Pfas, la Regione conferma gravità inquinamento

By Aprile 26, 2016 1627 No comment
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Sono stati presentati pochi giorni fa i primi risultati derivanti dallo studio di biomonitoraggio che la Regione Veneto ha realizzato con l'Istituto Superiore di Sanità relativamente all'inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (Pfas) rilevato nelle falde acquifere di alcune aree del territorio. Un solo comune veronese selezionato.

Dal mese di luglio del 2013, quando uno studio nazionale finanziato con fondi europei evidenziò una situazione di inquinamento legata allo sversamento di tali sostanze, l'azione più importante ed immediata è stata la messa in sicurezza dell'acqua potabile che, attraverso l'apposizione di filtri a carboni attivi, ha consentito di ridurre l'esposizione a tali sostanze, abbassando il rischio relativo alla potabilità dell'acqua pubblica in distribuzione.


È stata identificata la fonte contaminante e delimitata l'estensione della contaminazione (leggi articolo precedente). È stata inoltre avviata nel 2014 la mappatura dei pozzi privati ad uso potabile, attraverso la collaborazione delle Ulss e soprattutto dei Sindaci, che hanno emanato le ordinanze previste dal provvedimento regionale a tutela della salute.


Successivamente la Regione ha avviato una misura di "monitoraggio sierologico" sulla popolazione esposta, per comprendere se l'esposizione nel passato a tali sostanze ne avesse determinato un accumulo nell'organismo. Lo studio ha previsto la determinazione delle concentrazioni da un campione di 507 persone di varie sostanze appartenenti alla famiglia dei PFAS, identificati in base a rilevanza espositiva e tossicologica.


Sono stati selezionati i seguenti comuni: per l'area a maggiore impatto, Montecchio Maggiore, Lonigo, Brendola, Creazzo, Altavilla, Sovizzo, Sarego; per l'area di controllo: Mozzecane, Dueville, Carmignano, Fontaniva, Loreggia, Resana, Treviso.


Ad oggi sono stati prelevati e analizzati solo 22 campioni di siero dei 120 previsti i cui risultati complessivi saranno resi noti non appena concluso il lavoro di analisi.


I risultati preliminari, sotto forma di analisi statistiche aggregate presentati in conferenza stampa (scaricabili dal link in calce al comunicato), confermano la presenza di tali sostanze nell'organismo dei soggetti dell'area di maggiore esposizione, identificata con l'Ulss 5 di Arzignano e, in misura minore, con l'Ulss 6 di Vicenza.

 

AZIONI NECESSARIE
A seguito di questi risultati, la Sanità regionale ha dichiarato che attuerà tutte le azioni che si renderanno necessarie, oltre a quelle già intraprese, per rafforzare la sorveglianza sanitaria e la presa in carico della popolazione esposta secondo il modello della gradazione del rischio:


Studio epidemiologico osservazionale della popolazione esposta

Follow-up dei soggetti positivi al biomonitoraggio, con cadenza semestrale a partire da gennaio 2017
Offerta di esami clinici di routine e specifici per i soggetti identificati a maggiore esposizione con cadenza annuale e in esenzione ticket (cod. PFAS)
Rafforzamento della formazione agli operatori coinvolti nella gestione del problema
Rafforzamento della sorveglianza sanitaria sulle fasce di popolazione più vulnerabili
Rafforzamento dell'informazione alla popolazione target
Possibili studi sperimentali sui soggetti con le maggiori concentrazioni

 

Tutte queste azioni prevedono, a breve, la costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc con il supporto dell'ISS, dell'Università e la condivisione con Ministero della salute e l'OMS.


Al seguente link è possibile scaricare materiale integrale diffuso dai relatori della conferenza stampa: https://we.tl/ixEUodcc6d.

 

RICHIESTA UNA COMMISSIONE STRAORDINARIA D'INCHIESTA
Nel frattempo il Movimento 5 Stelle ha richiesto l'istituzione di una commissione straordinaria d'inchiesta sui Pfas. Ad annunciarlo, a margine del consiglio regionale tenuto oggi, è il consigliere regionale M5S Manuel Brusco. "Presenteremo una proposta di deliberazione amministrativa per chiedere l'istituzione di una commissione consiliare d'inchiesta – conferma il consigliere – e chiederemo che la presidenza venga data al Movimento 5 Stelle. Abbiamo iniziato il percorso legato alla presenza dei Pfas fin dal 2013 e l'abbiamo portato avanti con i nostri sindaci nel territorio, il cui lavoro si è rivelato fondamentale per approfondire una situazione che solo ora sta emergendo in tutta la sua tragica dimensione".


"Inoltre – aggiunge il consigliere – i dati del biomonitoraggio devono essere ampliati su un campione più consistente della popolazione. E auspichiamo che questa commissione possa portare alla definizione dei limiti per queste sostanze, da condividere con l'istituto superiore di sanità per la creazione di una normativa nazionale unitaria".

 

EMERGENZA PER AZIENDE AGRICOLE E ALLEVAMENTI
Nel consiglio regionale di oggi è stata discussa inoltre la difficile situazione delle imprese agricole e allevatorie, che utilizzano grandi quantità di acque superficiali o da pozzo artesiano per le loro attività.


L'Assessore all'agricoltura ha proposto un percorso che prevede in tempi brevi la messa a disposizione da parte delle Organizzazioni Agricole della mappatura delle aziende che utilizzano acque superficiali o pozzi per la loro attività, il prelievo di un campione di acqua e le analisi da parte dell'Arpav. Una volta conosciuti gli esiti, e individuati gli eventuali pozzi che dovessero superare la soglia di accumulo, le due ipotesi d'intervento che sono state avanzate sono la variazione dell'altezza dei pozzi per raggiungere una falda "pulita" o l'apposizione di filtri.

 

"La Regione Veneto non è l'unica in Italia ad avere questo problema – hanno dichiarato gli assessori all'Agricoltura, all'Ambiente e alla Sanità – Si tratta di una situazione di grande impatto sanitario, ambientale, agricolo ed anche emozionale, che comporterà costi ingenti. Lo Stato non può rimanere indifferente. Occorrono finanziamenti straordinari e la fissazione, una volta per tutte, di limiti cogenti sull'accumulo di queste sostanze".

 

Foto: Luca Coletto, assessore regionale alla Sanità

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 26 Aprile 2016 18:05

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