Referendum trivelle, mancato il quorum anche a Verona

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Un'occasione mancata quella del referendum abrogativo di domenica 17 aprile, per chiedere un cambiamento nella politica energetica del nostro paese. Per il Comitato veronese "Vota sì per fermare le trivelle": "Non sarà certamente il mancato raggiungimento del quorum a fermare il modello energetico del nostro paese.

"Quorum o no – commentano - il governo dovrà fare i conti con gli oltre 13 milioni di Italiani che, votando sì, hanno chiesto di accelerare sulle scelte energetiche, sulle tutele egli ecosistemi e sul futuro delle rinnovabili. L'ambiente è una questione sempre più centrale per i cittadini e le cittadine e trasversale agli schieramenti politici".

 

Nel Comune di Verona l'affluenza è stata più alta della media nazionale: in totale ha votato quasi il 36% dei residenti (68.650 persone), contro il 32% a livello nazionale, con una netta maggioranza dei sì. un po' più bassa l'affluenza in provincia: 33,52%, con record di affluenza a San Giovanni Lupatoto (37,87%). Risultati comunque troppo al di sotto del quorum richiesto del 50% + 1 degli aventi diritto. L'unica regione italiana a raggiungere la percentuale minima di votanti è stata, non a caso, la Basilicata che, pur affacciando sul mare per un piccolo tratto, è sottoposta a un intenso sfruttamento legato alle trivelle e al mondo del petrolio.

 

Per il Comitato veronese "Vota sì per fermare le trivelle": "Non sarà certamente il mancato raggiungimento del quorum a fermare il modello energetico del nostro paese. Le fonti fossili sono storia del passato per buona parte dei paesi europei e gli impegni sottoscritti a Parigi anche dall'Italia non possono essere solamente una foglia di fico per continuare a coprire i grandi interessi di pochi petrolieri: l'estrazione in mare sine die rimane una grande ingiustizia che riguarda il pericolo del degrado delle piattaforme, dei non ripristini e grave rischio che corrono i nostri mari".


Legambiente ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà una denuncia alla Commissione europea contro la norma che concede concessioni illimitate per le estrazioni di petrolio e gas. Concessione per cui, tra l'altro, l'Italia rischia seriamente procedure di infrazione europea. Estendere virtualmente per sempre le concessioni entro le 12 miglia marine, infatti, potrebbe essere un atto contrario alla direttiva europea sulla libera concorrenza.


"In tutto il mondo si sta andando verso una tassazione legata alle emissioni di gas serra per spingere gli investimenti verso l'efficienza – concludono i promotori del Comitato per l sì - e il nostro Paese avrebbe tutto l'interesse ad andare in questa direzione, cancellando privilegi assurdi per i petrolieri. "Continueremo la battaglia affinché si intervenga da subito sulle numerose criticità emerse rispetto alle attività estrattive in mare, a partire dalla dismissione delle piattaforme che già oggi non sono più attive e per stabilire royalties giuste per tutte le attività estrattive, cancellando un sistema iniquo per cui larga parte delle concessioni non paga le royalties e chi lo fa le deduce dalle tasse".

 

Anche il Movimento 5 Stelle, ugualmente sostenitore del sì, ha commentato: "Il governo ha sprecato 300 milioni di euro rifiutando di accorpare questa consultazione con le elezioni amministrative. Questo, unito a continui appelli antidemocratici - perfino dal Presidente della Repubblica e da quello del Consiglio - ha fatto prevalere la non partecipazione". A dirlo è Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, che lancia la ricetta per evitare situazioni simili in futuro: eliminazione del quorum e voto elettronico.


Il voto elettronico si basa su sistemi di votazione che si avvalgono di tecnologie che consentono lo spoglio automatico dei voti espressi dagli elettori, senza la necessità che gli scrutatori verifichino la preferenza espressa in ogni singolo voto.

 

"Il sistema rappresenta inoltre, in termini generali, uno dei principali terreni di sperimentazione dei nuovi diritti di cittadinanza e un terreno di frontiera per la conquista del diritto alla partecipazione del cittadino in maniera più diretta alla vita pubblica e politica – sottolinea il capogruppo del M5S in consiglio regionale - esistono diverse modalità di voto elettronico".

FOTO: @Ansa

 

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Ultima modifica il Lunedì, 18 Aprile 2016 18:49

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