Incidente al collettore del lago a Lazise, nuova polemica

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Lunedì scorso la tratta sublacuale in vetroresina per la depurazione del Lago di Garda si è sollevata dal fondale per decine di metri davanti a Lazise. Immediata la polemica tra amministratori e opposizione: "Servono soluzioni subito".

Secondo il presidente dell'Associazione Temporanea di Scopo Garda Ambiente Giovanni Peretti, "quello che è accaduto costituisce un'ulteriore riprova dell'urgenza e anche della bontà del progetto unitario per la collettazione e depurazione del lago per cui l'ATS, su mandato di oltre trenta Sindaci, sta cercando di reperire i finanziamenti necessari".


La vetustà delle strutture sublacuali e il crescente carico dei liquami impongono decisioni ed interventi urgenti. Fortunatamente l'episodio sembra non aver avuto gravi ripercussioni ambientali, dato che visivamente non sembrano esserci evidenti segni di sversamenti di fognatura nel lago.


"Il problema non ha rilevanza solo locale e interregionale, ma deve interessare la nazione italiana e l'Unione Europea – tiene a ribadire Peretti – I 50 chilometri cubici di acqua del Garda, il 40% della risorsa idrica dolce disponibile in Italia, costituiscono un patrimonio di immenso valore e una riserva strategica di acqua per l'uso umano per le future generazioni, anche alla luce della sempre minore disponibilità di acqua dolce di qualità nel mondo".


L'ATS pare stia lavorando infatti con il Presidente di Garda Uno, Mario Bocchio e di AGS, Alberto Tomei, per presentare un progetto unitario e condiviso da sottoporre al Governo per il necessario finanziamento.


Immediata la reazione del Movimento 5 Stelle che denuncia: "Molti amministratori locali cavalcano opportunisticamente l'episodio per confermare l'urgenza di realizzare il progetto del Nuovo Collettore del Garda. L'episodio dovrebbe invece suscitare una più approfondita discussione in merito all'efficacia e soprattutto alla sicurezza di un sistema di collettamento come quello attuale, che il Nuovo Progetto si propone addirittura di potenziare.
Secondo Manuel Brusco, consigliere regionale Veneto M5S, "l'idea di trasportare liquami fognari misti ad acqua piovana per decine e decine di chilometri (nel Nuovo Progetto saranno centinaia di chilometri) non è soltanto inefficiente ed energivora, ma intrinsecamente pericolosa.


Il nuovo Progetto del Collettore del Garda – ricordano i 5Stelle - non prevede sostanziali modifiche della tratta del basso lago veronese, se non la dismissione della condotta sublacuale incriminata dopo aver realizzato una nuova condotta sulla gardesana stessa . Ma la tratta del basso lago è la più critica e fragile, visto che sversa liquami nel lago ogni volta che piove".


Sarebbe necessario, secondo i 5Stelle, provvedere a sistemare le reti fognarie locali, separando le acque piovane dalle fognature, intervento che sarebbe risolutivo e richiederebbe un investimento relativamente basso (qualche decina di milioni di Euro).


"Invece di risolvere il problema alla radice – denuncia Manuel Brusco – si è preferito optare per la solita opera faraonica (si prevede un costo di almeno 230 milioni di Euro, peraltro al momento senza copertura) che non risolverà il problema, anzi con buona probabilità lo aggraverà, oltre a paralizzare per anni la strada gardesana con i cantieri".

 

Oltretutto, nel progetto attuale la rimozione della condotta sub-lacuale sarebbe l'ultima fase esecutiva, da realizzarsi quindi tra molti anni.


"Il Movimento 5 Stelle – concludono – sta preparando da diversi mesi il progetto alternativo, che prevede l'abbandono della vecchia concezione della collettazione dei liquami in favore della più moderna ed efficiente depurazione locale sull'esempio di quanto si sta facendo sul Garda Trentino. Questa soluzione, unitamente alla separazione delle acque piovane e una corretta manutenzione delle reti fognarie, risolverà il problema alla radice impedendo qualsiasi tipo di sversamento nel lago".

 

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Ultima modifica il Giovedì, 17 Marzo 2016 10:32

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