Polveri sottili a Villafranca, livelli troppo alti

By Febbraio 18, 2016 1057 No comment
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Legambiente Verona prosegue la campagna di monitoraggio dell'inquinamento e delle polveri sottili in città e in provincia per denunciare la pessima qualità dell'aria e i conseguenti rischi per la salute.Dopo la denuncia di fine dicembre sulle altissime concentrazioni di PM10 a Verona, ecco i risultati dei monitoraggi, tra dicembre e gennaio, in zona Corso Milano e Villafranca.

Situazione particolarmente grave si è rilevata durante il monitoraggio avvenuto l'ultima settimana di gennaio 2016 a Villafranca, dove la centralina posizionata in via Nino Bixio ha rilevato un picco di 274 μg/m3 nella giornata di giovedì 28 gennaio, mantenendo per il resto dei giorni di monitoraggio concentrazioni di polveri 2/3 volte superiori ai limiti consentiti per legge.

 

Alla luce di questi ultimi monitoraggi si rileva nuovamente la necessità di rivedere i posizionamenti delle centraline in aree più adeguate e di realizzare monitoraggi su tutta la Provincia. A Verona le centraline di Borgo Milano e la Centralina di Giarol Grande (ex Cason) forniscono dati che si rivelano essere falsati dal posizionamento, trovandosi in ambito riparato dalle fonti di inquinamento veicolare. Le centraline dovrebbero essere poi posizionate in zone interessate dalla presenza di pedoni, per segnalare le concentrazioni di polveri nelle aree più frequentate.

 

Quali provvedimenti e da dove cominciare? Sicuramente da studi accurati sulle fonti di emissione eseguiti a scala locale e urbana, per pianificare le politiche di intervento. I contributi principali a livello nazionale all'inquinamento dell'aria (secondo le banche dati di Ispra rielaborate da Legambiente) derivano, per i macroinquinanti, dai trasporti stradali, dal riscaldamento domestico e dal settore industriale ed energetico. La situazione cambia quando scendiamo a livello urbano, dove le fonti principali, ad eccezione di città che ospitano importanti attività industriali, diventano i trasporti stradali e il riscaldamento domestico.

 

Secondo le stime dell'Agenzia ambientale europea pubblicate nel 2015 (nel Report "Air Quality in Europe"), l'Italia per l'anno 2012 ha il triste primato legato alle morti per polveri sottili con 84.400 decessi. Un intervento per la riduzione dell'inquinamento avrebbe effetti immediati anche su questi numeri.

L'emergenza smog è arrivata al ministero dell'Ambiente dove il 30 dicembre si sono incontrati con il Ministro, i rappresentanti delle Regioni e dei Comuni italiani per mettere a punto una strategia contro lo smog ma il risultato purtroppo non è stato all'altezza del problema. Si è infatti stipulato un accordo volontario che indice alcune misure da mettere in campo. Gli accordi però funzionano se diventano norme di legge e individuano nuove risorse, altrimenti il risultato è che si continua a inseguire l'emergenza in ordine sparso.

 

Può essere un'importante occasione la creazione di un comitato di coordinamento ambientale di sindaci di grandi centri urbani e presidenti di regione presieduto dal ministro dell'ambiente, purché diventi il motore per avviare il piano nazionale per la mobilità urbana. Mentre altre misure sono assolutamente controproducenti, prima tra tutte l'idea di destinare parte delle poche risorse disponibili alla rottamazione delle auto private.

 

Paradossalmente infatti il provvedimento rischia di incentivare addirittura il trasporto privato. Va anche rimarcato che la Regione Veneto, nell'ultima legislatura non è riuscita a varare un piano di qualità dell'aria regionale considerando anche che per inquinamento complessivo la Regione stessa risulta la seconda in Italia dopo la Lombardia.

 

Legambiente Verona proseguirà per il prossimo mese con le rilevazioni, tornando a Verona, in zona Borgo Roma, per monitorare la concentrazione di PM10 e 2,5 in una delle aree più interessate dall'inquinamento. Dopo Borgo Roma la centralina tornerà a monitorare la Provincia nelle zone di San Giovanni Lupatoto.

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 18 Febbraio 2016 14:50

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