Collettore del Garda, tempi incerti e fondi da reperire

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Il nuovo sistema fognario del più grande lago d'Italia è un mosaico senza tessere. Sebbene se ne parli e discuta da anni, una delle future opere fondamentali per la salubrità del Garda e del suo territorio resta un'incognita senza punti fermi.

Il progetto preliminare è della Technital, la stessa azienda che si è aggiudicata la progettazione del traforo delle Torricelle. Ad oggi però non c'è ancora un cronoprogramma che possa dare un'idea di quanto tempo serva per completare questa grande opera.


Esiste intanto un'ipotesi dei soldi necessari per costruire la rete di depurazione: almeno 220 milioni di euro.


Da tempo la politica locale (e non solo) afferma di essersi attivata per reperire i fondi necessari e dare finalmente un iter certo all'opera. Recentemente è stata costituita l'Ats, associazione temporanea di scopo, presieduta dal sindaco di Castelnuovo Giovanni Peretti coadiuvato dal consiglio direttivo formato (per la sponda veronese) dai primi cittadini di Peschiera e Brenzone.


Rimane tuttavia poco chiaro quale sarà nel concreto, oltre a reperire finanziamenti, l'attività operativa della nuova realtà, che si andrà ad affiancare alla Comunità del Garda, presieduta dall'ex ministra Maria Stella Gelmini.


L'idea di un nuovo collettore parte da lontano e punta ad ammodernare un sistema fognario pensato e realizzato ancora negli anni Settanta e che, con l'attuale depuratore di Peschiera, serve tutto il lago.


L'obiettivo della nuova opera invece è di rendere indipendenti la sponda bresciana e quella veronese per la depurazione delle fognature e sostituire parzialmente le vecchie tubature situate sulle rive con tubi a terra. Non ci sono ancora progetti definitivi, tuttavia l'idea di base è quella di creare un doppio condotto nell'alto lago, da Malcesine alla zona a sud di Torri: uno nuovo per le acque nere e uno per quelle bianche, sfruttando le tubature esistenti a riva.


Nella zona meridionale del Benàco, da Garda a Peschiera, si andrebbero ad ammodernare le tubature esistenti. Dalla località Brancolino (Torri) dovrebbe partire un nuovo collegamento che convoglierà i reflui direttamente al depuratore di Peschiera.


Con il nuovo sistema di depurazione, l'altro intento è quello di eliminare il collegamento fognario che attraversa il lago all'altezza di Toscolano Maderno e Torri.


Le incognite, su più fronti, rimangono, come coloro che, oltre ad essere preoccupati dell'alto costo dell'opera e la difficoltà oggettiva nel reperire i fondi, sono convinti che il nuovo collettore non andrà a risolvere problemi come la separazione dei reflui dalle acque bianche né tantomeno l'inquinamento provocato dagli scarichi abusivi.

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 27 Gennaio 2016 20:26

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