Clima che cambia, acque del Garda sempre più calde

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Il riscaldamento globale sta colpendo anche il Lago di Garda: in dieci anni la temperatura delle acqua di profondità è aumentata di ben un grado. Lo rivela una ricerca internazionale che ha studiato 235 laghi di tutto il pianeta. 

Con una crescita media costante di 0,1 gradi l'anno (da 7,6 gradi nel 2006 a 8,6 nel dicembre 2015, tra i 200 e i 250 metri di profondità), l'ecosistema del Lago di Garda è a rischio.


La ricerca, pubblicata a dicembre scorso sulla rivista Geophysical Research Letters, è la prima a livello globale in cui sono stati confrontati misurazioni sul campo e dati forniti dai satelliti. Hanno partecipato 64 studiosi: per l'Italia la Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige di Trento e l'Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR.


I risultati dello studio, finanziato in parte dalla NASA e dalla National Science Foundation, evidenziano senza possibilità di dubbio che si tratta di conseguenze dovute al riscaldamento globale. Dopo il Monte Baldo (leggi articolo precedente), possiamo di nuovo sperimentare personalmente gli effetti vicino a noi.


Il fattore più preoccupante, sottolineano gli esperti, è che la temperatura aumenta con una velocità superiore a quella rilevata negli oceani o nell'atmosfera.


Anche le acque superficiali sono sempre più "calde": rispetto a dieci anni fa, si parla di 0,2 gradi in più in media nella stagione estiva. "Anche se sembra piuttosto limitato – fa notare Nico Salmaso, ricercatore della Fondazione Mach - questo aumento di temperatura ha invece effetti importanti, determinando conseguenze sia sulle dinamiche di mescolamento e di riossigenazione delle acque profonde sia sulle specie acquatiche".


Nel corso degli ultimi anni infatti gli eventi di mescolamento completo sono sempre più diminuiti."L'ultima circolazione completa delle acque è stata documentata nel 2006 - spiega Salmaso -. Il trend di aumento della temperatura delle acque sarà destinato ad interrompersi con l'arrivo di un inverno più freddo, ma quello che è certo, tuttavia, è che ci troviamo di fronte a livelli di temperatura mai misurati prima".


Altri effetti del riscaldamento possono essere lo sviluppo di nuove specie algali. Fortunamente cià nel Garda non sta accadendo: "Nel corso degli ultimi 10 anni c'è stata una significativa tendenza alla diminuzione dei nutrienti algali nella colonna d'acqua. Questa diminuzione rappresenta un segnale molto positivo per la salute del Garda ed è necessaria per controbilanciare gli effetti indesiderati sullo sviluppo algale determinati dall'aumento delle temperature lacustri", aggiunge il ricercatore del Mach.


Nonostante i fattori di rischio siano ancora sotto controllo, l'allerta deve rimanere alta. "Gli ultimi dati devono far riflettere e impegnare le amministrazioni locali nella salvaguardia e tutela del più grande lago d'Italia".


Con l'incremento delle temperature può aumentare anche la presenza di alghe e cianobatteri potenzialmente tossici, così come la concentrazione di fosforo (e azoto). Anche in questo caso i valori del Garda sono ancora entro i limiti, "ma visti gli ultimi allarmanti dati delle temperature, è fondamentale fare prevenzione e tenere sotto controllo le quantità di scarichi derivanti dalle fognature e da altri scarichi civili".


Una buona occasione per confrontarsi su queste tematiche è stata sabato 10 gennaio, con il convegno organizzato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia ed i patrocinio del Comune di Salò "Garda e cambiamento climatico. Primi risultati e prospettive future"

 

L'incontro è di presentazione, quindi aperto a tutti. Si cercherà di fare il punto sul progetto di modellizzazione fluidodinamica del Garda alla luce dei cambiamenti climatici. L'apertura è affidata al prof. Alfredo Marzocchi, preside della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell'Università Cattolica di Brescia, cui seguirà l'illustrazione del progetto e dei risultati da parte del prof. Edie Miglio del Politecnico di Milano, del dott. Stefano Moré e della dott. Sara Tomasoni.


Nel pomeriggio l'incontro, riservato ad amministratori locali, sui programmi europei e nazionali per finanziare la ricerca ambientale sul Garda.

 

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Ultima modifica il Giovedì, 21 Gennaio 2016 13:45

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