Badia Polesine, si riapre il caso della diga idroelettrica

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Il progetto di un impianto idroelettrico sul fiume Adige, tra i comuni di Terrazzo e Badia Polesine, che tanta opposizione aveva suscitato tra comitati ma anche Amministrazioni locali, è stato respinto ufficialmente a novembre scorso. Ora però arriva il ricorso della ditta proponente, la Lagarina Hydro srl. Il territorio è di nuovo a rischio? Inaugurato intanto da Agsm il primo dei quattro impianti idroelettrici a Belfiore.

Ne avevamo parlato lo scorso luglio (leggi articolo precedente), raccontando la preoccupazione della cittadinanza per questa grande opera che, seppur destinata a produrre energia pulita ecosostenibile, rappresenta un rischio non meritevole per l'ecosistema del territorio.


La vicenda è proseguita nei mesi successivi, prima con la costituzione di un coordinamento spontaneo "No diga", che riunisce amministratori locali, cittadini, comitati ed attivisti con lo scopo di dare maggior peso al sentimento di contrarietà generale nei confronti del progetto.


I rischi principali che l'opera porta con sé sono di carattere idraulico, in particolare una minaccia all'approvvigionamento idrico per il settore agricolo e per l'uso potabile dell'acqua, e per la sicurezza dei paesi rivieraschi e dei loro abitanti.


Già in 20 luglio 2015 era arrivato il primo parere negativo, quello dell'autorità di Bacino del fiume Adige, dopo la visita delle aree coinvolte avvenuta in primavera con il progettista dell'impianto idroelettrico, da parte dei portatori d'interesse pubblici (comuni, consorzi di bonifica, acquedotti, associazioni di categoria agricole, Genio Civile) e privati.


In settembre 2015 anche la Commissione Tecnica Regionale si esprimeva contro il progetto. Il no finale è arrivato a novembre 2015 da parte del Genio Civile di Rovigo, che ha respinto con un decreto la richiesta della Lagarina Hydro srl, datata 12 gennaio 2015, presentata presso la Regione del Veneto per ottenere la concessione di una derivazione d'acqua dal fiume Adige, tra i comuni di Terrazzo e di Badia Polesine, per produrre la potenza nominale massima di 11.018,08 KW da trasformare in energia elettrica.


Nelle ultime ore però si è venuti a conoscenza del fatto che l'azienda ha presentato, tramite i suoi legali, un ricorso in data 31 dicembre 2015 al Tribunale delle Acque, contro la Regione del Veneto e contro il Consorzio di Bonifica del Delta del Po, impugnando questo provvedimento dichiarandolo illegittimo.



ll primo a far sentire il suo sdegno è il Movimento 5 Stelle, che per bocca del consigliere regionale Manuel Brusco ha dichiarato: "Pur non cogliendoci di sorpresa, seguiremo questa sgradita e preoccupante riapertura della vicenda con il massimo dell'attenzione. Con l'ausilio ed il supporto di tecnici, ci riserveremo di analizzare i rilievi posti in essere nel ricorso dalla società". Gli fa eco la consigliera regionale M5S Patrizia Bartelle: "Consideriamo quest'iniziativa della Lagarina Hydro srl estremamente lesiva nei confronti dell'interesse pubblico. Deve essere chiaro – conclude - a dispetto di quello che alcuni soggetti ritengono erroneamente, e tra questi anche la Lagarina Hydro srl, che anche grandi opere per ottenere energia pulita e rinnovabile come l'idroelettrico, possono creare conseguenze nefaste per un territorio non in grado di supportarle".


Idroelettrico-Belfiore-Agsm-inaugurazioneNel frattempo, a metà dicembre scorso, a Belfiore è stato inaugurato il primo dei quattro impianti idroelettrici progettati da Agsm (leggi articolo precedente). L'opera è stata realizzata allo sbocco dell'ex canale Sava, sul fiume Adige, e i lavori sono durati da giugno 2014 a novembre scorso. La centrale idroelettrica, che ha portato Belfiore al 23esimo posto in Italia tra i Comuni "rinnovabili", è in grado di produrre 28 milioni di KWh l'anno, pari al fabbisogno energetico di 12mila famiglie.

 

 

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Ultima modifica il Martedì, 12 Gennaio 2016 19:33

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