Ambiente e legalità, Osservatorio di Venezia da salvare

By Gennaio 11, 2016 1080 No comment
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Il presidente di Legambiente Veneto lancia un appello per l'Osservatorio ambiente e legalità di Venezia, il progetto dell'associazione - oggi a rischio chiusura - nato nel 2012 per far conoscere e contrastare le infiltrazioni mafiose in Veneto.

Fino all'aprile 2014 è stato finanziato con 48mila euro annui dal Comune di Venezia e coordinato dal giornalista Gianni Belloni (nella foto). Oggi pare che l'Amministrazione non abbia più disponibilità di questi fondi per garantire la sopravvivenza di questa importante struttura.

 

"In questi anni l'Osservatorio ha realizzato una mole importante di ricerche, attività informative e denunce - fa notare il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro (vedi scheda attività) - portando alla luce una rete criminale e corruttiva che contamina l'economia e la politica della nostra Regione. Tra questi, per primi avevano collaborato a denunciare lo scandalo Mose, ma hanno portato avanti anche tante inchieste su cemento e consumo di suolo, rifiuti e malaffare.

 

Anche il nostro territorio è stato oggetto di studio da parte dell'Osservatorio, con il dossier sull'insediamento della 'ndrangheta in provincia di Verona.

 

Tutti lavori di analisi e denuncia riconosciuti ed apprezzati a livello nazionale, tanto che decine di docenti universitari, ricercatori, amministratori, giornalisti (vedi elenco) hanno firmato il breve appello per chiedere che l'Osservatorio possa proseguire la sua attività.

 

Legambiente ha cercato in questo anno e mezzo di sostenere il progetto con le sue sole forze, ma ora siamo agli sgoccioli: già il sito purtroppo non è più online da quasi due mesi. Una grave perdita vista che conteneva i tanti studi elaborati dall'Osservatorio in questi pochi anni.

 

"Basterebbe un emendamento al bilancio in discussione perché la sua attività possa proseguire e il patrimonio di conoscenze e di collaborazioni con istituzioni e associazioni locali non si perdesse", sottolinea il presidente di Legambiente Veneto nel suo comunicato.

 

"Chiediamo ai consiglieri comunali e agli amministratori di Venezia di valutare la possibilità di sostenere ancora questo progetto, per poter contare su uno strumento utile alla conoscenza – e quindi al contrasto – dei fenomeni corruttivi e criminali che tanto hanno danneggiato questo territorio". E perché non si pensi che la sua cancellazione faccia in realtà comodo all'attuale classe politica, che non riesce a trovare 50mila euro per la sua sopravvivenza.

 

 

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Ultima modifica il Lunedì, 11 Gennaio 2016 12:17

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