Misure anti-smog necessarie. Verona che fa?

By Dicembre 10, 2015 1450 No comment
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Dopo due settimane consecutive di polveri sottili e Pm10 alle stelle, dalla Provincia di Verona arrivano nuove misure per tentare di ridurre lo smog. Mentre città come Torino e Milano offrono i mezzi gratis in città, le strategie applicate qui sembrano davvero insufficienti a contrastare l'emergenza.

Il 1° dicembre scorso il Pm10 nella centrale Arpav di Cason ha raggiunto i 129 microgrammi: il limite di legge sarebbe di 50 per metro cubo. In media i valori a Verona non scendono sotto i 60-75 microgrammi a metro cubo.


Per affrontare il problema il presidente della Provincia di Verona Antonio Pastorello ha convocato un tavolo tecnico zonale per applicare nuove misure che contrastino l'emergenza inquinamento, con la partecipazione di 29 Comuni veronesi.


Si è deciso di prolungare il blocco della circolazione per i veicoli non catalizzati (compresi auto e motocicli euro 1 a benzina) fino al 7 gennaio 2016 (abolendo così la finestra di libera circolazione concessa per agevolare gli spostamenti durante le feste natalizie).


Continua inoltre l'opera di sensibilizzazione, accolta da tutti gli amministratori presenti affinché non venga superata la temperatura di 19°C all'interno degli edifici pubblici e privati, affinché si limiti l'utilizzo delle auto approfittando dei mezzi pubblici, soprattutto per il trasporto scolastico, e affinché vengano limitate le combustioni di legna e sterpaglie all'aperto.


"Quest'anno, per la prima volta, ben 87 Comuni su 98 hanno emesso ordinanze con misure da far osservare ai cittadini, ai quali chiediamo uno sforzo in più", ha dichiarato il presidente della Provincia Antonio Pastorello.


Tuttavia queste misure sembrano ancora insufficienti ad affrontare in maniera decisa il problema dell'inquinamento che sta opprimendo il territorio in una cappa di smog sempre più fitta, proprio mentre la città è stata presa d'assalto da cittadini e turisti in occasione del ponte dell'Immacolata, durante il quale il centro si è trasformato in unico serpentone di veicoli.


Va all'attacco il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale a Verona Michele Bertucco, che chiede cosa intenda fare Verona per fronteggiare l'emergenza, mentre a Torino e Milano i Comuni hanno deciso di far viaggiare tutti gratis su bus, tram e metro.


verona-smog-traffico-ponte-dicembre-festività"È chiaro che le scelte da Torino e Milano non sono i provvedimenti strutturali che occorrerebbero, tuttavia rappresentano segnali significativi rivolti a target ben precisi: il sindaco Piero Fassino, infatti, ha invitato i cittadini a lasciare a casa l'automobile offrendo loro una alternativa conveniente mentre Giuliano Pisapia punta soprattutto sulle scuole che, come ben sappiamo, attraggono una parte importante del traffico automobilistico giornaliero", afferma Bertucco in una nota.


"Le risposte date finora dagli amministratori scaligeri hanno lasciato a dir poco esterrefatti – continua Bertucco – l'assessore all'Ambiente Toffali ha scaricato il barile sul governo, mentre quello alla mobilità Ambrosini ha detto che Verona respira meglio di Legnago".


"Chiediamo che anche per Verona ci sia un chiaro segnale di interessamento a questo problema che riguarda la salute dei cittadini e un'assunzione di responsabilità: quasi sempre si rimanda a pianificazioni e investimenti comunali e regionali che non ci sono e non sono nemmeno in agenda. Occorre invece lavorare su più fronti: sensibilizzazione dei cittadini, misure tampone, pianificazione. Del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), annunciato ancora una volta in occasione della Settimana della Mobilità sostenibile lo scorso settembre, si sono perse le tracce", rimarca l'esponente del Pd. "La mozione approvata nel 2012 relativa all'approvazione del Piano urbano del Traffico (Pgtu) è rimasta lettera morta. Forse Verona non potrà permettersi lo stesso sforzo di Milano e Torino ma l'attuale immobilismo deve essere rotto".

 

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Ultima modifica il Giovedì, 10 Dicembre 2015 12:10

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