Inceneritore Cá del Bue, ciascuno faccia la sua parte

By Novembre 02, 2015 1519 No comment
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Nella girandola di dichiarazioni, proclami e accuse reciproche cui i cittadini assistono in questi giorni sul tema dell'inceneritore a Cá del Bue, l'associazione Salute Verona diffonde un comunicato in cui dichiara di "rimanere – unica – coerente sulle proprie posizioni".

La contrarietà all'impianto di incenerimento dei rifiuti da parte dell'associazione è basata su "serie argomentazioni scientifiche ed economiche – dichiarano - e non sulle convenienze del momento. Coloro che con tanta convinzione in passato avevano dichiarato quanto l'impianto fosse utile e addirittura necessario, ora senza vergogna girano la banderuola dalla parte opposta, facendo proprie le posizioni che la nostra associazione e i tanti cittadini che la pensavano come noi hanno sempre sostenuto".


Insiste la presidente di Salute Verona Nicoletta Chierego, accompagnata dal portavoce Daniele Nottegar: "È ora che si smetta di parlare e che ciascuno faccia la sua parte. I cittadini, presi in giro da quei politici e amministratori che per anni hanno raccontato loro come l'inceneritore fosse necessario e ora voltano gabbana, faranno le loro valutazioni nelle urne".


L'associazione chiede al Comune di Verona che "rescinda il contratto con Urbaser (la ditta che dovrebbe costruire il nuovo inceneritore),'investendo' l'importo massimo del 2,5 per cento, ossia poco meno di 3milioni di euro più Iva (e non gli 8 -9 milioni citati nell'articolo de l'arena del 29 c.m.). La penale di 26 milioni di euro che Agsm nel 2005 ha incassato da Ansaldo, quando la fase di collaudo del vecchio impianto non era stata superata, potrebbe ben aiutare in tal senso", propone l'associazione.


La seconda richiesta è rivolta alla Regione Veneto, affinchè "intervenga sul piano rifiuti, stralciando l'impianto di incenerimento veronese e attuando sin da subito politiche che portino rapidamente la raccolta differenziata verso la soglia prevista del 76%".


Infine la Chierego e Nottegar si rivolgono direttamente al Governo, chiedendo che "venga tolta dalla bozza di decreto attuativo dell'articolo 35 del decreto Sblocca Italia l'impianto di Ca del Bue".


"Lasciando per un attimo perdere in nostro impianto cittadino – spiegano i due rappresentanti - pensiamo che da un Governo impegnato quotidianamente a lanciare slogan sulla modernizzazione del Paese, ci si aspetta qualcosa di meglio del via libera all'incenerimento, metodo di smaltimento dei rifiuti obsoleto ed anacronistico. Il Governo indirizzi piuttosto gli investimenti su impianti di trattamento dei rifiuti all'avanguardia, che garantiscano di rimanere 'attuali' nel corso degli anni grazie a modelli di progettazione dinamici che possano adeguarsi all'evoluzione inevitabile delle tipologie di rifiuto. E spinga su politiche di riduzione dei rifiuti, come fanno tutti i paesi avanzati, incentivando a livello industriale la progettazione di materiali che garantiscano il riuso oppure uno smaltimento compatibile con le politiche di riciclo dei materiali".

 

"Il momento è propizio – conclude l'associazione – affinché ciascuno dei tre principali interlocutori (Comune, Regione e Governo centrale) dimostri con i fatti la propria tensione verso politiche evolute in ambito di trattamento dei rifiuti, attuando quelle proposte che proprio in questi giorni sono proclamate a gran voce: solo così noi cittadini potremo tornare a credere a quanto in questo momento può apparire una demagogica strumentalizzazione".

 

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Ultima modifica il Lunedì, 02 Novembre 2015 19:22

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