Plastica e imballaggi, da rifiuti a utili materie prime

|| || ||

Vedere i rifiuti non solo come tali, ma come risorse e materie prime. In particolare gli imballaggi, che sono stati protagonisti di una conferenza organizzata dal comune di San Giovanni Lupatoto sabato 13 giugno. Protagoniste alcune aziende di primo piano del nostro territorio. Con una novità importante per il riciclo della plastica nell'ecocentro.

Secondo il sindaco Federico Vantini, che ha moderato l'incontro, è fondamentale attuare una politica attiva, aumentare la conoscenza sui rifiuti, informare la cittadinanza e far conoscere il ciclo di vita dei materiali.

 

Alcuni risultati si sono già raggiunti: oggi un sacco dei rifiuti pesa di media un chilo in meno rispetto a dieci anni fa.

 

Gianni Moratello, amministratore unico della SGL Multiservizi srl (azienda che gestisce la raccolta rifiuti a San Giovanni), ha aggiunto che è necessario coinvolgere i produttori per far sì che cambino il modo in cui vengono realizzati gli imballaggi. Oggi a San Giovanni Lupatoto vengono raccolte 870 tonnellate di imballaggi. Per ridurne il volume è utile schiacciarle, perché questo contribuisce a ridurne i costi di raccolta e smaltimento.

 

Tutti gli imballaggi in plastica, ossia ciò che contiene cibo o bevande – ha spiegato Moratello – sono riciclabili. Le plastiche eterogenee miste invece vanno conferite nel secco, almeno fino ad oggi.

 

Proprio nel corso del convegno infatti l'annuncio di un nuovo importante servizio, di raccolta delle plastiche dure, nel comune di San Giovanni: grazie alla collaborazione con un consorzio locale, sarà ora possibile conferire in ecocentro anche le plastiche eterogenee miste, da sarà possibile ricavare - attraverso una lavorazione termica e meccanica - pallet, arredi urbani, cartellonistica stradale. Dando così nuova vita a oggetti che fino a ieri erano destinati alla discarica.

 

È inoltre essenziale pulire i materiali prima di gettarli (ad esempio i vasetti di yoghurt): tenendo presente che un leggero contenuto organico all'interno del processo di depurazione delle acque non fa male, anzi lo rende più efficace. L'olio invece va necessariamente raccolto e smaltito a parte.

 

La plastica viene spesso demonizzata, ma più che il materiale in sé va valutato l'uso che se ne fa: nelle automobili ad esempio l'impiego di materiale plastico è aumentato del 115%. Questo ha fatto sì che il peso medio delle automobili sia diminuito di 220 kg, riducendo così anche il consumo dei carburanti. E oggi il 75% dei componenti di un'automobile sono riciclabili: tra due anni addirittura sarà in commercio un'automobile riciclabile al 100% con un manuale di decomposizione.

 

Utilizzare meno imballaggi rispetto alla materia prima, puntare su materiali riciclabili al 100% e rendere più agevole la scomponibilità dei prodotti, anche multi materiali: e questa secondo Moratello la sfida da parte delle aziende di settore per contribuire a ridurre la produzione di rifiuti non riciclabili.

 

Provocazione che ha trovato d'accordo Alberto Palaveri, innovation manager di Sacchital, azienda produttrice di imballi flessibili per alimentari e certificata FSC, Forest Stewardship Council. Oggi infatti, ha riferito, l'imballo ha un costo energetico del solo 10% rispetto al totale del prodotto. Le confezioni poi contribuirebbero ad allungare la vita del prodotto evitando gli sprechi alimentari: certo che non si può dire che l'insalata in busta sia meno impattante sull'ambiente di un cespo di lattuga fresco.

 

Anche per Marco Omboni, responsabile marketing Isap Packaging (produttrice di stoviglie monouso in diversi tipi di plastica) la plastica non va demonizzata. La bioplastica ad esempio è certamente compostabile, ma forse a livello di risorse consumate per produrla (ettari di coltivazioni di mais) non è davvero più sostenibile. Considerando anche la minore resa a livello produttivo. Secondo Omboni è necessario lavorare per creare un'economia circolare, dove gli imballaggi vengono riciclati per ridiventare materie prime (come in Germania).

 

Ha concluso l'incontro Davide Cecchinato di AdiConsum Verona, che ha l'importanza dell'informazione e dell'educazione del consumatore per un utilizzo responsabile e consapevole dei materiali. Cecchinato ha portato l'esempio francese, dove è stata attuata una legislazione contro lo spreco alimentare ed è entrato in vigore un provvedimento sul divieto di obsolescenza programmata (ovvero il fine vita degli elettrodomestici, che si è notevolmente ridotto negli ultimi anni), che contribuisce a riempire le nostre discariche.

 

Cambiare prospettiva può aiutare a ridare valore a ciò che da tempo ne ha perso a causa di una società più attenta ai consumi che all'ambiente. Si tratta di compiere scelte consapevoli ogni giorno, da parte delle aziende come delle istituzioni e dei consumatori, per ritornare ad essere responsabili delle nostre azioni. Nella consapevolezza che ridurre al massimo i prodotti confezionati che acquistiamo è sicuramente la scelta più sostenibile.

 

 

Vota questo articolo
(0 Voti)
Ultima modifica il Martedì, 16 Giugno 2015 21:21

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Segnalazioni

Hai un evento, una buona pratica o una situazione critica da segnalare?

Scrivici a redazione@veronagreen.it

Ti ricontatteremo al più presto per pubblicare un articolo.