Tutto da rifare, ok a inceneritore Ca' del Bue nel Piano Rifiuti

By Maggio 14, 2015 2103 No comment
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Come abbiamo anticipato la scorsa settimana, dando notizia dell'approvazione del nuovo Piano Rifiuti regionale, purtroppo esso mette le basi per la realizzazione dell'inceneritore di Ca' del Bue. L'associazione Salute Verona lo denuncia apertamente sottolineando un evidente controsenso. E il sindaco di San Giovanni annuncia battaglia.

"Con il nuovo Piano Regionale sui rifiuti del Veneto, l'inceneritore di Ca' del Bue è a tutti gli effetti stato approvato" – scrive l'associazione in un recente comunicato - La sua capacità è stata mantenuta nella sua ultima veste, ridimensionata a 156.000 tonnellate annue contro le quasi 200.000 previste inizialmente".

 

Il piano rifiuti stabilisce anche un nuovo obiettivo di legge per la raccolta differenziata in Veneto, che dovrebbe raggiungere il 76% entro il 2020. Tuttavia, "come abbiamo sempre detto, inceneritore e differenziata non possono coesistere, essendo antitetici l'uno all'altro. E questo è uno dei motivi per cui la differenziata non viene fatta in molti quartieri di Verona", denuncia l'associazione.

 

"I nostri amministratori – continuano i rappresentanti di Salute Verona Paolo Portelli e Nicoletta Chierego - hanno messo le mani avanti e, in barba alla direttiva regionale, hanno subito sentenziato che al 76% non ci arriveremo mai e quindi l'inceneritore andrà fatto.

 

Ciò che preoccupa ancora di più è il fatto che, essendo stata accettata la candidatura di Ca' del Bue a "sito di interesse nazionale e strategico" (secondo quanto previsto dall'Art. 35 dello "sblocca Italia"), sarà consentito il reperimento di rifiuti da tutta Italia, inclusi eventualmente i rifiuti speciali (vedi articolo correlato). "Questo non ci sorprende – commenta l'associazione - abbiamo sempre sostenuto che la finalità di Ca' del Bue non è certo di venire incontro alle esigenze di noi cittadini quanto un mero interesse economico per qualcuno".

 

"La sostenibilità economica di un impianto da 156.000 tonnellate è però a rischio, quindi vi sarà anche un aumento della tariffa di conferimento, che passerebbe da 140 a 160 euro a tonnellata (tanto è il cittadino che paga). A Brescia e Padova però gli impianti lavorano a prezzi molto più competitivi e sono in costante ricerca di materia da bruciare: allora, cos'è tutto questo accanimento nel volere Cà del Bue?"

 

La richiesta di Salute Verona adesso è quella di istituire "un organo di controllo esterno ad AMIA e AGSM (gestori del sito) in modo da sapere quanto come e dove viene recuperato e da dove viene spedito (attualmente si opera in regime di autocontrollo), per capire quali interessi sono mossi attorno a questa vicenda".

 

Anche il sindaco di San Giovanni Lupatoto Federico Vantini, da sempre contrario a questo impianto, non intende arrendersi e annuncia sulle pagine del quotidiano L'Arena di stare "valutando con i legali l'ipotesi di un ricorso alla legge". Infatti – sostiene - "il riammodernamento del vecchio impianto progettato dall'Agsm dovrà essere assoggettato a una valutazione di impatto ambientale che tenga conto di tutto l'impianto".

 

Il nuovo Piano Rifiuti vanifica il recente parere negativo della Provincia (vedi articolo correlato) e infligge un duro colpo agli oppositori di questo impianto inquinante (che si basa sulla combustione di materiali vari) e dannoso per la salute (basta dare un'occhiata al Registro Tumori di Brescia oer rendersene conto). Si tratta anche di un sistema di gestione rifiuti superato, dato che il futuro sta nel riciclo e recupero di materia, come lo stesso Piano Rifiuti evidenzia. Cosa risponderà la Regione a queste accuse di controsenso?


Vedi articolo correlato Rifiuti, sì al nuovo Piano di Gestione.

 

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Ultima modifica il Giovedì, 14 Maggio 2015 14:33

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