L’inceneritore? Non serve. Per un piano rifiuti buono e giusto

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È in corso proprio in questi giorni la discussione per l'approvazione del Piano Rifiuti del Veneto in Consiglio regionale. Presto conosceremo quindi quale sarà il futuro dell'inceneritore Ca' del Bue di Verona. Ma per alcuni esperti, intervenuti ad un recente convegno organizzato a Sommacampagna, non ci sono dubbi: l'inceneritore non serve.

 

Piano Regionale Rifiuti Veneto-Fabrizio-Bertolaso-Sommacampagna

L'incontro è stato organizzato dall'Amministrazione Comunale di Sommacampagna l'1 dicembre scorso, per capire quali siano rischi e opportunità del futuro Piano Regionale Rifiuti, in relazione in particolare alla possibilità che l'inceneritore di Ca' del Bue entri in funzione.


Una delle preoccupazioni esposte da Fabrizio Bertolaso, assessore all'Ecologia di un Comune già virtuoso che può vantare oltre l'80% di raccolta differenziata (raggiunta in sedici anni di percorso di crescita), è stata in particolare se l'istituzione dei nuovi bacini di conferimento previsti dal Piano potranno comportare un allineamento in negativo dei Comuni che ne faranno parte. Forte il timore infatti che il cambiamento possa comportare per alcuni un peggioramento degli ottimi risultati fin qui ottenuti.

 

Piano Regionale Rifiuti Veneto-BonfanteSia luci che ombre tra i punti previsti dal nuovo Piano Rifiuti, come esposto dal vicepresidente Consiglio Regionale Franco Bonfante anche nel corso di un convegno organizzato dal Pd a Villafranca il 9 dicembre, e che difficilmente vedranno delle variazioni. Tra gli aspetti positivi, il divieto di apertura di nuove discariche a meno di 10 km l'una dall'altra e a meno di 13 km dagli aeroporti e il divieto di apertura di discariche nella zona di ricarica degli acquiferi (cioè nei comuni di Arcole, Buttapietra, Castel d'Azzano, Isola della Scala, Mozzecane, Oppeano, Povegliano, San Bonifacio, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buonalbergo, Sommacampagna, Sona, Valeggio sul Mincio, Verona, Villafranca e Zevio).

 

Quello che non convince Bonfante però è l'obiettivo di raccolta differenziata che sarà previsto, fissato al 70%. "Non è stata accolta la nostra proposta di portarlo al 76%: il mio sospetto è si voglia chiudere in fretta entro l'anno l'approvazione e con obiettivi più bassi per giustificare in qualche modo la necessità di Ca' del Bue".


Piano Regionale Rifiuti Veneto-MarcoRicciL'intervento dei due esperti invitati al convegno hanno evidenziato il paradosso che sta dietro ad una gestione dei rifiuti basata sull'incenerimento, soprattutto in una regione come il Veneto che ha visto negli ultimi anni "una crescita costante della raccolta differenziata, attestandosi al primo posto tra tutte le regioni italiane", come ha ricordato Marco Ricci della Scuola Agraria del Parco di Monza, esperto in materia rifiuti e tariffa puntuale.


Gli inceneritori infatti, per essere sostenibili economicamente, chiedono una produzione di rifiuti costante, contrariamente cioè al trend degli ultimi anni ed anche alle direttive dell'Unione Europea, che ci chiede di aumentare progressivamente la differenziata e prevede pesanti penali se non gli obiettivi non vengono rispettati.


Ha rincarato la dose il collega Enzo Favoino, coordinatore Scientifico di Zero Waste Europe, anche lui della Scuola Agraria del Parco di Monza. "Alcuni paesi ritenuti all'avanguardia stanno puntando su una fantomatico obiettivo 'Discarica Zero': la Danimarca ad esempio ha una gestione rifiuti basata sull'inceneritore e ne produce di più (720 kg/ab. annuo, "come Brescia non a caso") della Bulgaria, che non fa la differenziata ma produce 'solo' 320 chili di indifferenziato. Chi è quindi più sostenibile tra i due paesi? Inoltre il 60% dei rifiuti danesi vanno all'incenerimento e dal totale resta il 25% di scorie e ceneri (equivalenti a 105 kg/ab. annuo). Non serve forse una discarica per questi residui della combustione?"

 

Zero Waste Europe, che in Italia annovera già circa 200 comuni, propone di rifarsi al modello trevigiano del consorzio Contarina, che produce 350 kg/ab.a. di cui l'85% viene riciclato, mandando in discarica solo 30 kg/ab.a. A ciò si aggiunge l'impegno di ridurre ulteriormente il secco non riciclabile, recuperare un ulteriore 10% con una selezione dei materiali recuperabili prima dello stoccaggio in discarica.


Piano Regionale Rifiuti Veneto-EnzoFavoino-ZeroWasteRecuperare materia prima dai rifiuti sarà il futuro della nostra economia, come previsto anche dall'Unione Europea (direttiva 2008/98) vuole implementare la cosiddetta "circular economy", ottimizzando il riciclaggio, anche e soprattutto per motivi economici e di competitività globale, considerata la scarsità di materie prime che caratterizza il nostro continente.

 

Interessanti gli obiettivi fissati (che forse purtroppo verranno vanificati dal malaugurato passo indietro di Jean-Claude Junker, attuale presidente della Commissione Europea, proprio di questi giorni): 70% recupero di materia, 80% nel caso di imballaggi, e riduzione dello scarto alimentare del 30%.


Il messaggio che i due esperti della Scuola Agraria del Parco di Monza hanno voluto trasmettere è che ridurre la produzione di rifiuti è obiettivo assolutamente possibile per tutti: "Il solo metodo del porta a porta consente di arrivare al 70-75% di differenziata, che può arrivare senza sforzi all'80-85% con l'introduzione della tariffa puntale", ha evidenziato Favoino.


E Ricci ha aggiunto: "La difficoltà di fare una buona raccolta differenziata nelle grandi città è un falso problema. Il numero di abitanti infatti è totalmente ininfluente: il dato significativo è invece la densità abitativa, che a Verona è intorno a 1200 ab/km2, contro i quasi 1500 di Treviso, i 2000 di Bolzano e i 3500 di Monza, che continua a migliorare".


In Italia sono molti i casi in cui si sta andando verso lo spegnimento di inceneritori esistenti o la bocciatura di nuovi impianti inceneritore: Lucca, Reggio Emilia, Imperia, Aosta sono tra questi. Per non parlare della Regione Lombardia che ha appena adottato all'unanimità una delibera sul "decommissioning", vale a dire lo spegnimento progressivo degli inceneritori. L'inceneritore quindi, è dimostrato, non serve: fermarlo è solo una questione di volontà politica.


E' possibile vedere il video completo della serata al seguente link: http://bit.ly/1sH4f5i.

 

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 22 Aprile 2015 21:50

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