Se la bonifica della discarica dipende da aumento dei rifiuti

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Un circolo vizioso che continua a farsi sempre più chiaro a da cui non si riesce a sottrarsi. Anche a Legnago, come in altre discariche della provincia, è sorto il "problema" della diminuzione dei rifiuti conferiti dalle amministrazioni, fatto che ritarderà i tempi di bonifica della parte più vecchia della discarica di Torretta.

E non solo questo: l'impianto gestito da Lese si è visto costretto a ricorrere a materiali provenienti da ditte private per compensare il calo virtuoso di rifiuti prodotti dai cittadini, che ha significato per il gestore soprattutto minori entrate da investire nella bonifica. Bonifica che in realtà è legato al progetto di ampliamento dell'impianto che dovrebbe concludersi nel 2020.


Secondo la Lese quindi, slitterà al 2016 il completamento dell'intervento iniziato a fine del 2011 e che avrebbe dovuto essere concluso nel giro di tre anni. L'area della discarica coinvolta occupa circa 77mila metri quadrati ed è stata ricavata ormai più di trent'anni fa dall'alveo del fiume Tartaro.


Il progetto prevede di prelevare 600mila metri cubi totali di rifiuti indifferenziati e di spostarli nella parte nuova della discarica: finora l'operazione ha coinvolto 154mila tonnellate di materiali, inferiori quindi alle aspettative. Considerato anche che "la bonifica si regge grazie agli introiti derivati dal flusso di rifiuti conferiti", come ha ammesso il presidente Zanetti, l'unica soluzione sembra quella di aumentare la quantità di rifiuti da stoccare.


Nei primi sei mesi del 2014 infatti le quantità di indifferenziato hanno raggiunto le 42mila tonnellate, in crescita quindi rispetto allo stesso periodo del 2013. Anche le previsioni sono in ascesa: se nel 2013 sono state raccolte 82mila tonnellate di rifiuti, entro la fine del 2014 il totale dovrebbe arrivare a ben 111mila tonnellate.


Viene spontaneo chiedersi: se la bonifica di un tratto di discarica dipende dall'ampliamento di un'altra, quando sarà possibile liberarsi di questa pesante eredità del passato e guardare a metodi più moderni di gestione dei rifiuti, non inquinanti e meno costose , come gli impianti di riciclo del residuo secco?

 

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Ultima modifica il Giovedì, 23 Ottobre 2014 12:43

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