Meno rifiuti, meno costi. Anche Verona può

By Settembre 25, 2013 2783 No comment
|| || ||

Arriva dal "Comune più Riciclone d'Italia", Ponte nelle Alpi in provincia di Belluno, l'esempio per migliorare i risultati della raccolta differenziata. Con il Porta a Porta e l'applicazione di una tariffazione puntuale sui rifiuti è possibile. Parola di Ezio Orzes, assessore all'Ambiente di questo Comune Virtuoso.

Nonostante sia al primo posto tra le grandi città italiane per la quantità di raccolta differenziata effettuata, con una percentuale del 53% nel 2012, ci sono ancora ampi margini di miglioramento per il Comune di Verona. Lo dimostrano le grandi quantità di rifiuti non conformi che si incontrano aprendo uno qualsiasi dei cassonetti posizionati sulle strade cittadine. Durante l'incontro su "Rifiuti e Responsabilità" organizzato a Pescantina dal M5S il 20 settembre scorso, Ezio Orzes, forte dell'89% realizzato dal suo Comune, ha spiegato con quali strategie si può raggiungere un tale risultato.


ezio orzes"Il passaggio al Porta al Porta, che ci ha permesso un miglioramento della raccolta differenziata dal 22,4% del 2006 all'81,6% del 2008, è sicuramente la scelta decisiva. Con la raccolta differenziata nei bidoni in strada infatti, per quanto i cittadini siano diligenti, c'è sempre un margine di non conformità del 20-30%", ha evidenziato Orzes.


Ma a fare davvero la differenza potrebbe essere l'applicazione della tariffa puntuale sui rifiuti, calcolata non più sui metri quadri dell'abitazione o sul numero di componenti della famiglia ma sulla quantità di rifiuto secco indifferenziato prodotto. Come dire: dove non arriva l'educazione ambientale può sicuramente arrivare la motivazione economica. Perché, con questo sistema, chi più differenzia meno paga. "La nostra tassa sui rifiuti – ha spiegato Orzes – è composta da una quota fissa ed una variabile, che dipende dal numero di svuotamenti del rifiuto secco indifferenziato, calcolabile grazie ad un microchip applicato ai bidoni forniti dal Comune. In più, chi pratica il compostaggio domestico beneficia di un ulteriore sconto del 30%. I costi delle bollette sono diminuiti dal 10% al 40%, a seconda della virtuosità del cittadino. Ed è un sistema applicabile anche nei grandi condomini".

 

E il risparmio sarebbe anche per le amministrazioni, dato che il costo di gestione del servizio è rimasto praticamente lo stesso (dai 950.000 euro nel 2007 agli 830.000 euro nel 2012) mentre il costo di smaltimento dei rifiuti è crollato: da 475.000 euro l'anno ai 40.000 euro nel 2012. "Bisogna pensare che lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati (in discarica o inceneritore) ha dei costi altissimi – ha proseguito l'Assessore - quindi l'unica soluzione è la riduzione dei rifiuti prodotti. Oggi ogni abitante di Ponte nelle Alpi produce 29 chili di secco indifferenziato a testa all'anno, nel 2007 erano 348. E con i soldi risparmiati abbiamo anche potuto creare dei posti di lavoro nella società pubblica di gestione, la Ponte Servizi Srl".

 

Con 8500 abitanti, il Comune di Ponte nelle Alpi ha trovato il suo equilibrio perfetto. E nelle città grandi come Verona - sorge spontanea la domanda – può essere possibile fare altrettanto? Ezio Orzes è sicuro di sì: "È solo una questione di volontà. I vostri vicini, a Trento, hanno finalmente abbandonato l'idea di un nuovo inceneritore e stanno partendo con la differenziata. Hanno la metà degli abitanti di Verona, è vero. Ma se ci sono riusciti a San Francisco (con 800mila abitanti e una raccolta differenziata vicina all'80%), possono riuscirci tutti".


È necessario un cambio di mentalità che porti la politica a fare delle scelte forti e lungimiranti per un futuro desiderabile, è l'opinione di Orzes. "Presto non si parlerà più di rifiuti ma di materiali da recuperare. Stiamo portando avanti, ad esempio, una sperimentazione con l'ARPA Veneto, il Centro Riciclo Vedelago e la Provincia di Treviso per dimostrare che anche dal rifiuto secco si può ancora recuperare materia, per contenere ancora di più la percentuale di indifferenziato da avviare in discarica. Nei prodotti che gettiamo infatti ci sono tantissime componenti preziose, materiali plastici e cellulose". Come nei pannolini, una voce importante nella percentuale di secco non riciclabile. Basti pensare che ogni bambino fino ai tre anni ne produce circa una tonnellata. Un peso troppo grosso per la nostra società per non cercare una soluzione.

 

Vota questo articolo
(0 Voti)
Ultima modifica il Mercoledì, 25 Settembre 2013 19:22

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Segnalazioni

Hai un evento, una buona pratica o una situazione critica da segnalare?

Scrivici a redazione@veronagreen.it

Ti ricontatteremo al più presto per pubblicare un articolo.