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Ampliamento discariche, Amia e Adige Ambiente si ritirino

By Giugno 26, 2014 2319 No comment
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Vittoria per gli ambientalisti veronesi: il Tar del Veneto ha confermato la bocciatura del progetto di Amia Verona di aumento della potenzialità dell'impianto di trattamento rifiuti di Basso Acquar. Una sentenza che può essere applicata anche alla richiesta di Adige Ambiente per Ca' Vecchia, per l'ampliamento/trasferimento del sito.

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Amia aveva chiesto alla Provincia di Verona il parere di compatibilità ambientale (Via) per l'ampliamento della capacità di trattamento rifiuti dell'impianto di Basso Acquar. La Provincia aveva espresso parere contrario in base a quanto disposto dal Piano d'Area Quadrante Europa (PAQE), che all'art. 49 vieta "Nuovi impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti non possono essere ubicati in fregio e all'interno dell'ambito prioritario della protezione del suolo".

 

Al ricorso di Amia il Tar Veneto ha risposto il 18 giugno scorso con sentenza n. 863 dando parere negativo ed esprimendosi sostanzialmente in linea con le conclusioni cui era giunta la Provincia: le modifiche sostanziali ad un impianto di trattamento rifiuti sono equiparate ad un nuovo impianto.

 

A supporto di quanto affermato dalla sentenza del TAR vi è anche la legislazione regionale, che, ricorrendo ad un criterio sostanzialistico , all'art. 23, comma 6, della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3, assoggetta alla procedura prevista per nuovi impianti le varianti sostanziali in corso di esercizio che comportino modifiche non più conformi all'autorizzazione rilasciata.

 

Il Tar chiarisce che, poiché manca una definizione normativa di "nuovo impianto" o di "modifica di un impianto esistente" nel PAQE, appare corretta l'interpretazione che ricorre al criterio secondo al quale restano assoggettate alla disciplina prevista per nuovi impianti, anche le modifiche di impianti esistenti che per la loro natura, dimensione o ubicazione producano effetti sull'ambiente equivalenti a quelli di un nuovo impianto.

 

Secondo Franco Bonfante, consigliere regionale Pd, e Stefano Vallani cons. Comunale, "questa sentenza vale anche per quanto sta avvenendo a Ca' Vecchia, dove Adige Ambiente SpA vorrebbe realizzare un nuovo impianto di trattamento rifiuti, presentandolo come semplice delocalizzazione e ampliamento di quello esistente" (vedi articolo correlato). Infatti Adige Ambiente ha presentato la richiesta per la delocalizzazione con contestuale introduzione di varianti sostanziali dell'impianto di stoccaggio provvisorio di rifiuti pericolosi e non pericolosi, liquidi e solidi, con operazioni di recupero e smaltimento.

 

Secondo il PAQE – fanno notare Bonfante e Vallani in un comunicato - essendo tutta l'area di proprietà di Adige Ambiente di Cà Vecchia e dintorni compresa in "ambito di difesa del suolo" ed "ambito di interesse naturalistico-ambientale" vige il divieto di realizzare nuovi impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

 

Inoltre il nuovo impianto sarebbe in contrasto con le disposizioni dello strumento urbanistico del Comune di San Martino B.A. e, sottolineano i due consiglieri, "non si ravvisano le ragioni di pubblico interesse che giustificano la delocalizzazione".

 

Pertanto, concludono, "l'eventuale autorizzazione o parere favorevole di compatibilità ambientale al nuovo impianto che venisse rilasciata dalla Regione del Veneto viola le norme vigenti in materia di tutela dell'ambiente e del PAQE. Non vi è pertanto alcuna possibilità di poter prendere in considerazione deroghe che si configurerebbero come illecito amministrativo, penalmente perseguibile, essendo gli attori coinvolti nel procedimento a conoscenza della recente decisione del Tribunale Amministrativo del Veneto n. 863/2014".

 

 

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Ultima modifica il Giovedì, 26 Giugno 2014 14:46
la Redazione